A Giancarlo Perani

Dedico questo spazio di discussione aperto a Giancarlo Perani, dirigente della Regione Calabria che ha sempre guardato con particolare attenzione il lavoro e l'opera degli editori calabresi. Giancarlo Perani è scomparso prematuramente nell'ottobre 2008, dopo aver lottato contro un male incurabile. A lui si deve la realizzazione del convegno, a Palazzo Campanella di Reggio Calabria il 14 marzo 2002, per la presentazione sull'ordinamento di legge sull'editoria libraria calabrese. Nella foto con l'editore Demetrio Guzzardi, mentre interviene alla Fiera del libro di Torino.
giovedì 15 aprile 2010

Anche il consigliere regionale SALVATORE MAGARO' sottoscrive l'appello degli editori calabresi


L’EX GIUNTA REGIONALE NON AVVIO’ ALCUN ITER
Ho letto l’appello dei 16 editori calabresi, apparso sulla stampa e sono rimasto molto colpito. È indubbio che la Regione Calabria debba essere presente al Salone del libro, perché è proprio attraverso occasioni di questo tipo che si riesce a dimostrare che la nostra regione produce realtà imprenditoriali sane e capaci. Non posso credere che possa sfuggirci un’opportunità così importante per sfatare (e oserei dire, distruggere) l’immagine di una Calabria ferma e stantìa che appare al “grande pubblico” soltanto come teatro di faide o purtroppo viene ricordata (pensiamo ai fatti di Rosarno) come pessimo ospite per gli immigrati.
Credo che sia grave il mancato avvio, da parte della giunta precedente, delle procedure per la partecipazione al Salone di Torino che aprirà i battenti tra quasi un mese. Mi sento comunque di dire che il consiglio di cui io faccio parte e il nostro nuovo presidente, sicuramente non lasceranno cadere nel vuoto questo appello, soprattutto conoscendo la lungimiranza e l’impegno a favore della cultura e delle realtà produttive della nostra terra del neo-presidente, Giuseppe Scopelliti.
Le nostre imprese non vanno lasciate sole, soprattutto quelle che producono cultura, perché se già è difficile “fare impresa” in Italia e quindi in Calabria, lo è ancor di più fare della cultura un’impresa e per questo che sento il dovere di sostenere questa e altre iniziative di questo tipo.
Salvatore Magarò
mercoledì 14 aprile 2010

IL CONSIGLIERE (già assessore regionale alla cultura) GIANPAOLO CHIAPPETTA A SOSTEGNO DELL'APPELLO DEGLI EDITORI


«L’appello sottoscritto da diciotto case editrici calabresi e relativo alla partecipazione al Salone internazionale del Libro di Torino è la conferma postuma di come alcuni assessori, nella passata giunta regionale, erano intenti sempre ad “istruire” i calabresi con spocchiosissimi e cattedratici discorsi conditi da illuminate analisi salvo poi non curarsi delle incombenze e dei doveri quotidiani imposti dall’amministrazione regionale; qualche professore, scolaro della politica sonoramente bocciato per assenza di profitto, avrebbe dovuto manifestare più attenzione e più costanza nell’affrontare necessità, richieste ed esigenze imposte dalla difficile quotidianità calabrese.
Richieste ed esigenze che non significano assistenza ma più semplicemente sostegno ad opportunità culturali ed occupazionali.
Condivido in pieno lo spirito con il quale diciotto case editrici si rivolgono al Presidente Scopelliti per una decisione immediata e sono certo che essendo il Presidente naturalmente incline alla soluzione di problemi concreti certamente sarà individuata la strada per consentire alle case editrici calabresi di essere presenti in una tale e rilevante vetrina internazionale. D’altro canto sostenere gli editori significa investire in cultura, significa alimentare quella molteplicità di voci, analisi, conoscenze, letture, saperi e passioni che da sempre rappresentano un patrimonio da tutelare e difendere soprattutto in un paese come l’Italia che già ora è identificato come uno dei paesi a minor consumo culturale.
Un investimento reso necessario e doveroso non solo in considerazione delle ultime difficoltà che riguardano gli editori, mi riferisco ad esempio alla vicenda delle tariffe postali agevolate di cui il governo nazionale si sta occupando in collaborazione con l’AIE, ma per la necessità di sostenere un’attività che mostra tenuta e dinamismo nella crisi (nel 2009 ben 223 sono stati i nuovi editori) e si rivolge ad un numero di lettori in crescita ma purtroppo ancora troppo pochi e troppo localizzati in una parte del Paese, per il 51,8% nel Nord e solo per il 34,6% nel Mezzogiorno. Sostenere dunque le imprese editoriali calabresi è una scelta più che necessaria, all’appello delle case editrici unisco il mio con la documentata certezza di poter contare su un Presidente che guarda solo alla concretezza dei problemi e non – come in passato accadeva – all’appartenenza di chi manifesta i problemi.
Cosenza, 14 aprile 2010
On.le Gianpaolo Chiappetta - PDL
martedì 13 aprile 2010

LE AGENZIE DI STAMPA AGI E ANSA RILANCIANO L'APPELLO DEGLI EDITORI A SCOPELLITI


A TORINO GLI EDITORI CALABRESI
DA ANNI SONO ORMAI DI CASA


(AGI) - Cosenza, 13 aprile
Un appello di 16 case editrici calabresi è stato inviato al neo governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti. Gli editori temono che non si possa partecipare al Salone del Libro di Torino, previsto tra un mese. «È da molti anni che, con modalità differenti, la Regione Calabria partecipa a questa manifestazione culturale nazionale, da tutti ritenuta la più importante del nostro settore», si legge nella missiva. «La Regione, qualsiasi sia la giunta in carica, ha sempre partecipato mettendo a disposizione degli editori calabresi un proprio stand, che ha consentito a tutte le case editrici made in Calabria, che lo hanno voluto, la possibilità di esporre e vendere la propria produzione libraria, nonchè presentare le ultime novità; inoltre è sempre stata un’occasione per contattare nuovi autori e di affinare accordi commerciali con distributori e librerie», si fa notare ancora nella lettera inviata. Segue una nota polemica. «Il prof. Domenico Cersosimo, forse troppo impegnato a curare nei minimi dettagli la spedizione dei Tir lombardi, ha dimenticato, prima di andarsene, di dare indicazioni per il rinnovo della partecipazione calabrese alla kermesse torinese. Con questo nostro appello le chiediamo di sopperire a tale grave dimenticanza». Nella lettera si sollecitano infine un intervento rapido, visto che tra una settimana scadranno i termini per la prenotazione degli spazi espositivi, e un incontro per discutere delle problematiche del settore.

(ANSA) - Catanzaro, 13 aprile
Sedici case editrici calabresi hanno rivolto un appello al neopresidente della Regione Giuseppe Scopelliti affinchè assicuri la presenza dello stand regionale
al Salone del libro, che si svolgerà tra un mese a Torino.
Gli editori lamentano che l'ex assessore alla Cultura e vicepresidente della Giunta Loiero, Domenico Cersosimo, prima di lasciare il suo incarico, non abbia dato indicazioni per garantire la partecipazione degli editori calabresi alla rassegna di Torino, attraverso un'area che consenta loro di esporre e vendere la propria produzione libraria, mostrare le ultime novità, contattare nuovi autori e affinare accordi commerciali con distributori e librerie.
Una grave dimenticanza alla quale gli editori chiedono a Scopelliti di rimediare in fretta, prenotando lo spazio «entro una settimana al massimo».
L'appello è firmato da Demetrio Guzzardi, dell'Editoriale Progetto 2000; Domenico Laruffa, Laruffa editore; Franco Tassone, Qualecultura; Domenico Sancineto, Il Coscile; Franco Arcidiaco, Città del sole; Franco Alimena, Orizzonti Meridionali; Luigi Cipparrone, Le Nuvole; Franco Pancallo, Pancallo editore; Roberto Arillotta, Kaleidon; Caterina Di Pietro, Nuove edizioni Barbaro; Giuseppe Meligrana, Meligrana editore; Giovanni Spedicati, La Mongolfiera; Egidio Bevilacqua, La Dea editori; Antonio D'Ettorris, D'Ettorris editore; Settimio Ferrari, Ferrari editore; Alessandro Labonia, Csa edizioni.

Appello di 18 case editrici calabresi


A RISCHIO LA PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE CALABRIA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2010

Caro presidente Scopelliti,
esattamente fra un mese a Torino si terrà il Salone internazionale del Libro. È da molti anni che, con modalità differenti, la Regione Calabria partecipa a questa manifestazione culturale nazionale, da tutti ritenuta la più importante del nostro settore. La Regione, qualsiasi sia la giunta in carica, ha sempre partecipato mettendo a disposizione degli editori calabresi un proprio stand, che ha consentito a tutte le case editrici made in Calabria, che lo hanno voluto, la possibilità di esporre e vendere la propria produzione libraria, nonché presentare le ultime novità; inoltre è sempre stata un’occasione per contattare nuovi autori e di affinare accordi commerciali con distributori e librerie. Il prof. Domenico Cersosimo, forse troppo impegnato a curare nei minimi dettagli la spedizione dei Tir lombardi, ha “dimenticato”, prima di andarsene, di dare indicazioni per il rinnovo della partecipazione calabrese alla kermesse torinese.
Con questo nostro appello le chiediamo di sopperire a tale grave “dimenticanza”.
I tempi a disposizione, per prenotare lo spazio, sono molto ristretti (una settimana al massimo). Vogliamo sperare che lei, saprà come agire con efficienza ed efficacia.
Il primo firmatario di questo appello è Demetrio Guzzardi dell’Editoriale Progetto 2000: una casa editrice che negli ultimi tre anni, volutamente non ha partecipato a tale manifestazione per protestare contro le discriminazioni subite dagli editori calabresi nella gestione delle iniziative culturali riguardanti il mondo del libro e nell’acquisto dei volumi per le biblioteche regionali.
Anche in questo gli editori calabresi hanno diritto ad un reale cambiamento nella gestione politico-amministrativa e culturale della Calabria, gli editori calabresi vorrebbero essere messi nelle condizioni di poter partecipare, sotto l’egida della Regione Calabria, al più prestigioso evento librario nazionale.
Certi di una positiva risoluzione della questione, la salutiamo cordialmente in attesa di poterla incontrare al più presto per esporle tutte le problematiche del nostro settore, ad iniziare dalla soppressione governativa delle tariffe postali ridotte editoriali, che di fatto minano la libera informazione e il pluralismo culturale.

Questi gli editori calabresi che hanno sottoscritto l’appello

Demetrio Guzzardi, Editoriale Progetto 2000
Domenico Laruffa, Laruffa editore
Franco Tassone, Qualecultura
Domenico Sancineto, Il Coscile
Franco Arcidiaco, Città del sole
Franco Alimena, Orizzonti Meridionali
Luigi Cipparrone, Le Nuvole
Franco Pancallo, Pancallo editore
Roberto Arillotta, Kaleidon
Caterina Di Pietro, Nuove edizioni Barbaro
Giuseppe Meligrana, Meligrana editore
Giovanni Spedicati, La Mongolfiera
Egidio Bevilacqua, La Dea editori
Antonio D’Ettoris, D’Ettoris editori
Settimio Ferrari, Ferrari editore
Alessandro Labonia, Csa edizioni
Antonio Fotia, Fotan
Maurizio Bonanno, Il cristallo editore
lunedì 29 marzo 2010

Interviene la scrittrice Assunta Scorpiniti


“UN LIBRO IN TASCA”, PROGETTO DA CONDIVIDERE
di Assunta Scorpiniti
Il Quotidiano della Calabria 29 marzo 2010

Intervengo nel dibattito acceso dall’iniziativa “Un libro in tasca”, varata dal vicepresidente del consiglio regionale Domenico Cersosimo, allo scopo di “far appassionare i ragazzi più piccoli alla lettura e all’interesse verso la cultura”, e che prevede un cospicuo investimento e l’imminente arrivo da Milano del “Tir della cultura”, a portare libri gratuiti ai bambini della Calabria, regione “penultima per indici di lettura in tutta Italia”.
E’ un dibattito che mi coinvolge e m’interpella, soprattutto dopo la nota apparsa su queste pagine a firma dello stesso vicepresidente, in risposta alle prese di posizione degli editori Guzzardi ed Arcidiaco, i quali, tra l’altro, stigmatizzano la “sprovincializzazione” della Calabria, con la partecipazione di sole tre case editrici calabresi insieme ad altre sei operanti in ambito nazionale, e il ricorso alla “competenza” in materia di un’associazione milanese, incaricata di selezionare “un ventaglio di libri da poter offrire ai ragazzi delle quarte” della scuola primaria. Sono cittadina calabrese, autrice di libri, operatrice culturale e docente di scuola primaria (proprio in una classe quarta), e, quindi, persona, fra le tante, davvero, totalmente impegnate per questa nostra terra di Calabria. La mia riflessione non partigiana, tengo a precisare, per l’amicizia e le esperienze culturali condivise sia con Cersosimo che con i due editori, mi porta, infatti, a considerare alcuni aspetti fondamentali. Sono profondamente convinta che i libri siano strumenti della conoscenza “senza confini”, come sottolinea il direttore commerciale di Rubbettino, Cavallaro, e come ci impone il carattere sempre più multiforme e complesso del tempo in cui viviamo; che la cultura aiuti ad essere migliori ed a creare strutture di idee e valori che permettono alle comunità di esistere e svilupparsi; che, per questo, debba essere al centro delle strategie politiche, economiche, sociali ed educative, nel senso letterale del “coltivare” saperi e comportamenti dei nostri cittadini di domani. E sono, per questo, contenta che ci siano iniziative, come “Un libro in tasca”.
Quello che, invece, mi lascia perplessa, è il metodo che viene utilizzato, a conferma del nostro “grande male”, peraltro rilevato da Marcello Veneziani in riferimento al suo volume “Sud. Un viaggio civile e sentimentale”, cioè di non riuscire a far diventare la Calabria da “affettiva” a “sociale”: siamo bravissimi a far svettare le individualità, ma non riusciamo a fare gruppo quando ci troviamo ad operare per lo stesso obiettivo, specie se è un obiettivo “alto”.
Il nodo è questo: ci sono settori, e quindi “luoghi”, sia fisici che umani o culturali, della nostra regione, cui destinare risorse e iniziative, e c’è gente che vi opera, e vive quotidianamente le diverse realtà. La domanda che sorge non è diretta a Mimmo Cersosimo, che si occupa qui ed ora della cosa pubblica, ma raccoglie un’eco lontana: perché chi gestisce decide, magari, come in questo caso, con la consulenza di pedagogisti settentrionali, senza conoscere la situazione reale? Perché ai tavoli intorno ai quali si decide, non siedono mai, anche solo come persone da ascoltare, i diretti interessati? Per essere concreti: insegno in una scuola del centro storico di Cosenza, frequentata, tra l’altro, da piccoli rom, immigrati, alunni disagiati per vari motivi che ti chiedono con gli occhi quella cultura che può essere il loro riscatto. Ce ne sono altri che non presentano problematiche particolari, ma, nell’epoca della play station e facebook, sono più portati a leggere per dovere scolastico che per personale piacere. E’, quindi, facile pensare che un pacco di libri, dono per quanto gradito, possa essere un’occasione sprecata, specie se non è ponderata la selezione dei titoli.
Può anche essere un episodio fra i tanti, se non è inserito in una diversa e più ampia progettualità, che impegni operatori scolastici, mondo editoriale (in particolare autori ed editori), e, con ruolo gestionale decisivo, l’Istituzione regionale, nel perseguimento di un obiettivo ambizioso: creare lettori consapevoli, innamorati della conoscenza e cittadini liberi e responsabili. Ma questo, a mio avviso, avviene amando la lettura, e conoscendo il mondo dei libri, imparando cosa accade nel passaggio dall’idea dell’autore alla realizzazione dell’oggetto-libro; con percorsi guidati nelle biblioteche, la possibilità di frequentare le fiere editoriali e conoscere direttamente le nuove tecnologie applicate ai libri, incontrare autori ed editori, che in Calabria non mancano, e sarebbero ben felici di mettersi a disposizione delle scuole, dove, pur nella ristrettezza delle risorse, non manca l’impegno per la promozione della lettura.
L’ho verificato lavorando in diverse istituzioni scolastiche e intervenendo dove mi hanno invitata come autrice; non registro che, per queste attività, ci sia, nelle scuole, una generale “penuria di opportunità”, oppure manchino “professori che motivano e accompagnano”, come scrive il vicepresidente Cersosimo.
Per restare al senso letterale dell’itinerario, a me piacerebbe portare alla Fiera del Libro di Torino i miei alunni di quarta, con i quali, dall’inizio dell’anno, stiamo percorrendo le biblioteche cosentine e conoscendo (per quello che ci è possibile), il mondo meraviglioso delle parole scritte e delle storie raccontate. Storie di cui la nostra terra è ricca, ci tengo a sottolinearlo, e, a riguardo, mi si lasci passare non per vanto, ma come dato di fatto, una nota personale: in tutte le scuole del mio paese, Cariati, i ragazzi, dal liceo, all’Ipsia, alla primaria, con l’impegno di ottimi colleghi docenti, si stanno appassionando alle storie di gente di mare, di migranti, di donne dei paesi, che ho raccontato nei miei libri (ne sono state acquistate delle copie che girano per le classi).
Un esempio per dire che, oltre ai volumi delle grandi case editrici nazionali, senza dubbio necessari per la formazione, ci sono tanti libri di autori calabresi che possono essere letti con passione dai nostri ragazzi perché vi riconoscono la loro storia, le storie che hanno fatto l’esistenza delle loro comunità e valori universali, come lavoro e solidarietà. Tra le tante storie che ho raccontato, voglio ricordare quella di Maria i Susanni (pubblicata sulla bella rivista “Spola” di cui Domenico Cersosimo è stato tra i fondatori); una donna che, nei primi decenni del secolo, per sfamare i figli faceva tutti i lavori, andando perfino a mmare con i pescatori, e diceva: “una pietra è una pietra, ma se la raccolgo la metto al tarzalùro per timpagno”. All’editore Guzzardi dico: non fermiamo, come hai provocatoriamente proposto, il “Tir della cultura” a Campotenese, perché è un “pietra”, una risorsa preziosa, nata da un ottimo intento, che non dobbiamo sciupare. Agli uomini delle istituzioni, soprattutto a quelli che, con le elezioni, si affacceranno alla ribalta della nuova fase politica, dico: colmiamo la distanza tra cittadini e chi gestisce, per il progresso della Calabria. Diventiamo, insieme, soggetti, non oggetti della nostra storia, come quell’antica donna di Cariati, che ha annullato la secolare distanza tra i generi, andando a pesca per portare la famiglia avanti.
domenica 28 marzo 2010

INTERVIENE FULVIO MAZZA: «SERVIVA PIU' RIFLESSIONE"

LA CALABRESITUDINE NON PAGA
Editoria e fondi

di Fulvio Mazza, direttore de LA BOTTEGA EDITORIALE
apparso su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA,Idee e società, doenica 28 marzo 2010, pagina 59


Rappresentando un’agenzia letteraria e non una casa editrice particolare, spero di riuscire ad esprimere un’opinione quanto più possibile oggettiva.
Una premessa, innanzi tutto, l’iniziativa del vicepresidente regionale, Domenico Cersosimo, tesa a fornire migliaia di bambini calabresi di, almeno, un libro a loro adatto, è certamente positiva; e chi pensa ad una sua mala fede è, altrettanto certamente, in errore. La tempra etica di Cersosimo non ritengo possa essere messa in discussione. Il problema sono, sempre a mio opinabile parere, le modalità e le scelte.
Bene fa Cersosimo a dire che i bambini calabresi non devono essere condannati a leggere solo libri editi in Calabria e che devono anche poter conoscere libri di case editrici nazionali. È più che evidente che non possiamo, per meri problemi di “calabritudine” appioppare ai nostri ragazzi libri di serie “B”. Il punto di dissenso è che l’editoria di qualità per ragazzi in Calabria non si ferma ai soli (ben qualificati, sia ben chiaro), Coccole e Caccole, Falzea e Rubbettino.
Editoria di qualità per ragazzi si riscontra in molti altri cataloghi: da quello oramai ben consolidato, di Città del sole edizioni, a quello, assai piccolo ma ancor più, per questo, da valorizzare, di Le Rondini (Catanzaro). Da quello storico di Pellegrini (Cosenza) a quello, un po’ stantìo, ma certamente altrettanto rappresentativo, di Qualecultura (Vibo Valentia), a quello, assai dinamico, di Falco (Cosenza).
E sarebbe stato bene guardare anche, passando dal Nord al Sud della Calabria, all’interno degli altri cataloghi: da Mongolfiera (Cassano all’Ionio) a Laruffa (Reggio Calabria), passando per Abramo (Catanzaro) e Periferia (Cosenza). Ma i casi da ricordare potrebbero essere, e lo sono, tanti ancora: fra tutti, evidenzio Progetto 2000 (Cosenza) che, pur nel dissenso dell’estremismo verboso utilizzato dal suo patròn, Demetrio Guzzardi, ha avuto certamente il merito – e il coraggio – di porre un problema e aprire un confronto.
Se chi ha deciso avesse avuto la pazienza di andare anche al di là dei tre pur giustamente più qualificati editori calabresi, si sarebbe accorto che, senza scendere in termini di qualità del prodotto da offrire ai ragazzi calabresi, si poteva anche fornire un po’ di sano ossigeno economico all’editoria regionale. Che una gran fetta dei 150.000 euro investiti siano andati verso nord non è cosa del tutto condivisibile. Al di là del pur importante aspetto economico, credo che una scelta più ampia avrebbe anche consentito agli altri piccoli (che poi spesso tanto piccoli non sono!) editori di far circolare i propri libri nelle scuole calabresi.
Insomma: un attimo di riflessione in più non sarebbe stata affatto fuori luogo. Scegliere in larga parte libri di aziende del Centro e del Nord sarebbe stato condivisibile se in Calabria alternative non ce ne fossero state. Ma, come spero di aver evidenziato, le alternative c’erano…
E, in tal modo, si sarebbe certamente evitato che una così positiva iniziativa avesse una così opinabile realizzazione.

PER CERSOSIMO CHI CRITICA ILPROGETTO "UN LIBRO IN TASCA" È UNO SFASCIACARROZZE


LA CULTURA NON È UN LUSSO DA TAGLIARE
di Domenico Cersosimo, vicepresidente Regione Calabria
apparso su IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA, Idee e società, sabato 2 marzo 2010, pagina 58
Bambini e libri,due risorse scarse. In Calabria si legge poco, meno di quanto si legge nel resto d'Italia, che pure non brilla in confronto agli altri paesi europei e non. Leggiamo in media pochi libri. Come altrove, pochi leggono moltissimo e moltissimi leggono poco o nulla. Il contesto non favorisce la lettura. Disoccupazione, precarietà occupazionale e di reddito, degrado sociale diffuso non sono ingredienti che incoraggiano. C'è penuria di opportunità: di librerie, di biblioteche accoglienti e accessibili, di scuole e di professori che motivano e accompagnano, di incontri con autori ed editori. In una importante cittadina montana della nostra regione si contano una ventina di negozi che vendono automobili di ogni marca ma neppure una libreria. Naturalmente anche da noi esistono buone esperienze, alcuni (pochi) esempi di biblioteche pubbliche ben attrezzate e frequentate, rarefatti premi letterari di rango, librerie fornite e ben gestite. La cifra complessiva è però deludente: il libro e la lettura sono ai margini della considerazione pubblica. Insieme a molte altre risorse, per noi cittadini che viviamo in Calabria anche i libri sono un bene scarso. Di fronte a questa carenza la Regione non può stare ferma, tanto più se l'intonazione prevalente nelle politiche pubbliche nazionali è quella di considerare la cultura un lusso da tagliare,una mera posta di bilancio da limare. Limitando il campo all'ultimo biennio e alle iniziative più significative nel campo della promozione del libro, la Regione ha contribuito, in collaborazione con l'Associazione Forum del libro, il Centro per il Libro e la Lettura del Ministero dei beni e le attività culturali, l'Anci e la Banca d'Italia, alla realizzazione del Premio nazionale Città del libro, rivolto a sostenere e promuovere il potenziamento dell'offerta di lettura nei comuni italiani, soprattutto nelle aree più disagiate. Le prime due edizioni del Premio si sono svolte entrambe nella nostra regione, nel 2009 a Catanzaro e quest'anno a Cosenza (per i dettagli www.forumdellibro.org). Da anni la Regione sostiene il progetto Gutenberg promosso da un importante liceo catanzarese rivolto a favorire la lettura tra gli studenti di una rete vasta di scuole calabresi. Per riconoscere il merito scolastico, la Regione ha erogato un voucher di 1.200 euro pro capite a tutti gli studenti meritevoli delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e dell'università: circa 29 mila, pari ad una spesa pubblica di oltre 33 milioni di euro per potenziare l'autoapprendimento attraverso l'acquisto di libri, oltre che di riviste, pc e software, partecipazione a corsi di formazione. Un voucher simile (1.500 euro pro capite) sta per essere erogato a 3.200 insegnati calabresi meritevoli: altri 5 milioni di euro circa per potenziare la capacità formativa dei nostri professori mediante l'acquisto di libri, oltre che abbonamenti a riviste specializzate, pc, frequenza di master e corsi di formazione (per i dettagli www.piuscuola.it).
Da ultimo, la Regione ha ideato e sta realizzando il progetto “Un libro in tasca”: dotare tutti i bambini calabresi che frequentano la quarta elementare, più di 19 mila, di un libro,uno per ogni bambino, uno diverso dall'altro. La speranza è che i bambini, incoraggiati e sostenuti dalle loro maestre, si appassionino alla lettura di un primo libro, poi di un secondo e così via, fino ad abituarsi ad avere un libro sempre a portata di mano (in tasca, per l'appunto), introiettando il germe della lettura come svago e piacere per tutta la vita. In migliaia di famiglie calabresi entrerà forse per la prima volta un libro che non sia un testo strettamente scolastico: anche in questo caso la speranza è che tanti genitori possano apprezzare l'importanza della lettura per la crescita dei loro figli. I libri e la lettura possono migliorare figli e genitori, formare cittadini che pensano, che riflettono, che si confrontano con il pensiero di altri. Abbiamo chiesto all'Associazione Forum del Libro l'individuazione di una ventina di testi adeguati alla fascia di età degli studenti della quarta elementare, selezionandoli tra la migliore produzione nazionale e, ovviamente, calabrese. L'Associazione ha fornito, del tutto gratuitamente, alla Regione la lista dei libri selezionati e quest'ultima ha provveduto all'acquisto diretto dalle diverse case editrici nazionali, tra cui tre calabresi, degli oltre 19 mila volumi, ottenendo uno sconto medio intorno al 40 per cento (poco meno di 150 mila euro in tutto, pari in media a meno di 8 euro a libro). Nel frattempo, la Regione, con procedura negoziale, ha selezionato l'impresa di distribuzione e logistica per effettuare la consegna dei libri alle oltre 1.500 quarte elementari: la migliore offerta è stata fatta dalla Ceva di Milano (11.880 euro, iva compresa), impresa leader nazionale nel settore.
Nelle prossime settimane, dunque, i libri, assemblati in più di 1.500 pacchi di diversa dimensione, saranno consegnati direttamente alle scuole interessate. “Un libro in tasca”non è un progetto per sostenere la produzione editoriale regionale; è un progetto intenzionalmente diverso e più ambizioso: incoraggiare i bambini a leggere, coltivare il capitale più prezioso che abbiamo ma che, purtroppo, sta diventando senza più scarso. Al centro del progetto ci sono i bambini e la scuola, non gli editori; c'è l'accrescimento delle capacità cognitive ed emotive dei nostri bambini, non dei fatturati editoriali. I bambini necessitano di grande attenzione oggi in Italia, e in particolare in Calabria. Da anni la nostra regione è alle prese con una preoccupante crisi demografica. In molti comuni lo scorso anno non è nato neppure un bambino. Il tasso di fertilità delle donne calabresi si è ridotto molto fino ad avvicinarsi a quello medio nazionale. Nell'ultimo decennio i bambini che si sono iscritti alla prima elementare in Calabria sono diminuiti di circa 50 mila unità. Oggi i bambini che frequentano la scuola primaria sono poco più di 94 mila, all'incirca 20 mila in meno degli studenti che frequentano licei e istituti tecnici. Dunque, al più tra otto anni, nei banchi delle scuole superiori calabresi prenderà posto un quinto in meno di studenti rispetto ad oggi. E, a cascata, si ridurranno di un quarto le potenziali matricole nelle nostre università. Senza inversioni di tendenza, la nostra regione rischia il depauperamento demografico di molte aree sub regionali, di quelle montane e più marginali in primis.
In altre regioni italiane, soprattutto in quelle più ricche, a sopperire la denatalità contribuisce l'arrivo di famiglie straniere, cosicché nelle aule entrano sempre più bambini di altre nazionalità. In Emilia Romagna, Lombardia, Veneto gli studenti stranieri superano ormai abbondantemente il 10 per cento del totale, con punte del40-50 percento in diverse aree a più intenso sviluppo industriale. Da noi, ovviamente, il fenomeno è assai più contenuto: appena 2 studenti stranieri su 100. I bambini e i libri, entrambe risorse così scarse, meriterebbero un' attenzione maggiore e maggiormente responsabile da parte di tutti, non polemiche pretestuose e volgari, come si è costretti a leggere in questi giorni nei giornali regionali e in Internet. Ci avrebbe fatto tanto bene una discussione pubblica sui bambini e sui benefici che l'attitudine alla lettura dei libri esercita sulla loro crescita cognitiva. Qualche sfasciacarrozze ha provato invece a sporcare progetti e persone. La Regione ha il dovere di continuare ad occuparsene, semmai migliorando ciò che è stato avviato. Ma non basta. Tante altre voci e contributi sarebbero necessari, magari meno interessati al proprio profitto, e più generosamente orientati al benessere dei bambini.