A Giancarlo Perani
Dedico questo spazio di discussione aperto a Giancarlo Perani, dirigente della Regione Calabria che ha sempre guardato con particolare attenzione il lavoro e l'opera degli editori calabresi. Giancarlo Perani è scomparso prematuramente nell'ottobre 2008, dopo aver lottato contro un male incurabile. A lui si deve la realizzazione del convegno, a Palazzo Campanella di Reggio Calabria il 14 marzo 2002, per la presentazione sull'ordinamento di legge sull'editoria libraria calabrese. Nella foto con l'editore Demetrio Guzzardi, mentre interviene alla Fiera del libro di Torino. |
sabato 27 marzo 2010
CERSOSIMO, MA NON ERA MEGLIO LA TORRE D'AVORIO?

di Franco Arcidiaco (editore de La città del sole)
pubblicato su Il quotidiano della Calabria - opinioni e commenti (pagina 21) venerdì 26 marzo 2010
E così c’è cascato anche il prof. Cersosimo, il castigamatti che avrebbe dovuto dare una svolta alla politica calabrese tutta clientela e malaffare, in questo malinconico scorcio di fine impero si è comportato come il più classico politicante democristiano: una pioggia di denaro (149.437 euro per l’esattezza) per svuotare i magazzini editoriali dei soliti noti, più qualcuno tirato dentro l’ultima settimana con l’evidente ruolo di “foglia di fico”. L’ineffabile prof. Cersosimo per tutta la legislatura si è distinto per l’irrefrenabile impegno… nel volersi distinguere; non è mancata occasione pubblica nella quale non abbia tenuto a ricordare le sue umili origini, la ferrea volontà che lo ha portato a primeggiare negli studi e le nobili motivazioni che lo hanno indotto alla fatidica “scesa in campo”. Visti i risultati, avrebbe fatto meglio a rimanere nella proverbiale “Torre d’avorio”, dalla quale, a memoria d’uomo, ogniqualvolta un intellettuale ha provato ad uscire non ha fatto altro che causare disastri. Questi 5 Tir che partiranno da Milano con un carico di 20.000 volumi di favole (ecco che torna la politica delle favole…) destinati ai bambini di quarta elementare, seppelliranno definitivamente nel ridicolo l’avventura amministrativa del prof. Cersosimo. Il direttore commerciale della Rubbettino Antonio Cavallaro, nella trionfale conferenza stampa che ha illustrato l’iniziativa, ha parlato della stessa come un passo verso la provincializzazione della Calabria, e ciò sarebbe dimostrato dal fatto che “sono state coinvolte sia case editrici calabresi, sia nazionali”. Di pari passo con il tuo sillogismo, caro Antonio, c’è da augurarsi che il futuro governatore decida di arruolare il prossimo assessore alla cultura in Canton Ticino, per far sì che tutti i calabresi comincino a sentirsi un po’ meno provinciali; senza dire che non si capisce perché, sempre in tema di sprovincializzazione, debbano essere sempre i calabresi a doversi sprovincializzare, perché non proponete agli amministratori di qualunque altra regione di comprare i libri degli editori calabresi, sentirete le pernacchie!
Per quanto riguarda poi la selezione dei titoli e degli editori, pare si sia fatto ricorso ad un’asso - ciazione milanese denominata “Forum del libro” la quale “con l’aiuto di un pedagogista e di figure esperte del settore” (sic) ha compiuto l’impresa. Trattandosi di denaro pubblico, pretenderemmo di conoscere:
1) Il costo della consulenza di questi cervelloni
2) Il costo per far convergere tutti i volumi nella loro sede di Milano
3) Il costo per assemblare i volumi e preparare le spedizioni
4) Il costo del trasporto dei volumi in Calabria con 5 Tir
5) Quale criterio è stato seguito per selezionare titoli ed editori
6) Perché sono stati scelti solo tre editori calabresi (Donzelli, infatti, opera su Roma e scopriamo che è calabrese solo in queste circostanze)
7) L’elenco dei titoli acquistati, il numero di copie ed il prezzo di ognuno.
Pensiamo che questo sia un atto dovuto da parte di un professore prestato alla politica che, proprio nel nome della trasparenza, ha bloccato da due anni l’acquisto dei libri dalle case editrici tramite la legge regionale n. 17, per evitarne l’utilizzo clientelare che l’aveva contraddistinta. E’ stata la classica operazione tanto cara alla mia Sinistra (vedi Bolognina), quella, cioè di “buttare il bambino con l’acqua sporca”; la legge n. 17 non era affatto cattiva, permetteva infatti alla Regione di approvvigionare le biblioteche, sempre afflitte da cronica carenza di risorse, acquistando i libri direttamente dagli editori. Si trattava semplicemente di impedire che l’apparato burocratico utilizzasse le risorse nel modo osceno con cui l’aveva fatto negli anni precedenti; ad oggi non sappiamo bene che fine abbiano fatto i fondi di tale legge ed anche di questo chiediamo pubblicamente conto. Il nostro auspicio è, che in occasione della prossima Fiera di Torino, finalmente spogliatosi dalle inadeguate vesti di politico, il prof. Cersosimo abbia il tempo e la voglia di visitare gli stand di tutti gli editori calabresi e non solo quelli degli “editori di regime”, come ha fatto in questi anni.
venerdì 26 marzo 2010
La lettera aperta di Guzzardi a Cersosimo ripresa dall'ANSA

23 marzo 2010 ore 15.22
LIBRI: GUZZARDI, CERSOSISMO COMPRA LIBRI DA EDITORI MILANESI
(ANSA) - CATANZARO, 23 MAR - ''Caro Cersosimo, le scrissi un po' di tempo fa chiedendole di voler organizzare un incontro tra lei, assessore alla cultura e noi ''poveri'' editori calabresi; e' stato sempre cosi' negli ultimi 25 anni, tutti gli assessori hanno voluto incontrare gli editori calabresi per presentare il loro programma e per capire le esigenze degli operatori del settore. Lei invece ha rifiutato il confronto, in una lettera mi ha anche detto che non mi stringeva la mano... e ne ho preso atto''. Inizia cosi' la lettera che l'editore Demetrio Guzardi ha indirizzato al vicepresidente della Regione, Domenico Cersosismo. ''Ora pero' la misura e' colma... il progetto ''Un libro in tasca'' e' la goccia - dice Guzzardi - che fa traboccare il vaso. Cosa diranno i ragazzini calabresi delle IV elementari che vedranno arrivare 5 TIR dalla Lombardia per distribuire, come la befana, i libri agli scolari? Come minimo penseranno che qui da noi non ci sono editori, non ci sono scrittori, illustratori e che il ''genio'' deve arrivarci dal Nord, bel modo di ''slegare'' la Calabria. In pompa magna ha detto all'Unical che ha speso ben 149.437 euro per l'acquisto di libri, chissa' quando il buon Formigoni comprera' libri meridionali (e calabresi) per distribuirli nelle scuole del Nord. Credo mai... e perche' proprio noi dobbiamo beneficiare chi ci considera meno di zero? L'operazione ''Un libro in tasca'' che poteva essere un'occasione buona per far conoscere un po' della nostra cultura, invece e' l'ennesima dimostrazione di come si ''predica'' bene (slega la Calabria) ma si razzola male, anzi malissimo. Abbiamo bisogno, e lo voglio ripetere, di concertazione e di un ''grande progetto'' per il rilancio della nostra cultura, la drammaticita' e' che i funzionari regionali (ho parlato telefonicamente con una dirigente, che non conosceva assolutamente la realta' degli editori calabresi) e l'assessore Cersosimo pensano che in questa nostra terra non esiste nulla... invece c'e' un grande movimento culturale che da solo sta cercando di sollevare le sorti della nostra terra''.(ANSA). COM-VF/MED
(ANSA) - CATANZARO, 23 MAR - ''Caro Cersosimo, le scrissi un po' di tempo fa chiedendole di voler organizzare un incontro tra lei, assessore alla cultura e noi ''poveri'' editori calabresi; e' stato sempre cosi' negli ultimi 25 anni, tutti gli assessori hanno voluto incontrare gli editori calabresi per presentare il loro programma e per capire le esigenze degli operatori del settore. Lei invece ha rifiutato il confronto, in una lettera mi ha anche detto che non mi stringeva la mano... e ne ho preso atto''. Inizia cosi' la lettera che l'editore Demetrio Guzardi ha indirizzato al vicepresidente della Regione, Domenico Cersosismo. ''Ora pero' la misura e' colma... il progetto ''Un libro in tasca'' e' la goccia - dice Guzzardi - che fa traboccare il vaso. Cosa diranno i ragazzini calabresi delle IV elementari che vedranno arrivare 5 TIR dalla Lombardia per distribuire, come la befana, i libri agli scolari? Come minimo penseranno che qui da noi non ci sono editori, non ci sono scrittori, illustratori e che il ''genio'' deve arrivarci dal Nord, bel modo di ''slegare'' la Calabria. In pompa magna ha detto all'Unical che ha speso ben 149.437 euro per l'acquisto di libri, chissa' quando il buon Formigoni comprera' libri meridionali (e calabresi) per distribuirli nelle scuole del Nord. Credo mai... e perche' proprio noi dobbiamo beneficiare chi ci considera meno di zero? L'operazione ''Un libro in tasca'' che poteva essere un'occasione buona per far conoscere un po' della nostra cultura, invece e' l'ennesima dimostrazione di come si ''predica'' bene (slega la Calabria) ma si razzola male, anzi malissimo. Abbiamo bisogno, e lo voglio ripetere, di concertazione e di un ''grande progetto'' per il rilancio della nostra cultura, la drammaticita' e' che i funzionari regionali (ho parlato telefonicamente con una dirigente, che non conosceva assolutamente la realta' degli editori calabresi) e l'assessore Cersosimo pensano che in questa nostra terra non esiste nulla... invece c'e' un grande movimento culturale che da solo sta cercando di sollevare le sorti della nostra terra''.(ANSA). COM-VF/MED
Il consigliere regionale Salvatore Magarò sui 5 TIR di Cersosimo. MA COSI' NON SI SLEGA LA CALABRIA

“Slega la Calabria ma i libri compriamoli dagli editori milanesi.
Il nome è tutto un programma “Slega la Calabria”, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Oceano.
Il vicepresidente della Giunta regionale calabrese Domenico Cersosimo, fondatore del movimento politico “Slega la Calabria” ne ha combinata un’altra delle sue. Ha presentato ieri all’Unical in pompa magna una iniziativa “Un libro in tasca” che sta facendo infuriare, e non poco, gli editori calabresi. Infatti il Cersosimo ha speso ben 149.437 euro (dei calabresi) per comprare libri da destinare ai ragazzini della IV elementare, non dai bravi editori calabresi, ma da Milano. Infatti ha annunciato che arriveranno dal capoluogo lombardo ben 5 TIR pieni di libri. Ora l’operazione, che poteva avere una valenza culturale ed educativa, è senza dubbio, piena di contraddizioni. Cosa penseranno i ragazzini calabresi? Che qui da noi in Calabria non ci sono scrittori, editori, illustratori di libri per ragazzi. Persino volumetti per gli scolari dobbiamo far venire dal Nord, bel modo di slegarla questa Calabria.
I nostri capaci editori, a me consta, quotidianamente vanno nelle scuole per presentare i loro libri, i loro autori, la storia della nostra Calabria.
Eppure i libri da leggere (e da acquistare) arriveranno con 5 Tir da Milano.
La Calabria seria ha bisogno di altri assessori e non di questi intellettuali che si dicono pronti al cambiamento, ma poi continuano a perpetrare vecchie logiche.
I calabresi se vogliono “slegare” la Calabria sanno bene a chi devono dare il loro consenso.
Il nome è tutto un programma “Slega la Calabria”, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Oceano.
Il vicepresidente della Giunta regionale calabrese Domenico Cersosimo, fondatore del movimento politico “Slega la Calabria” ne ha combinata un’altra delle sue. Ha presentato ieri all’Unical in pompa magna una iniziativa “Un libro in tasca” che sta facendo infuriare, e non poco, gli editori calabresi. Infatti il Cersosimo ha speso ben 149.437 euro (dei calabresi) per comprare libri da destinare ai ragazzini della IV elementare, non dai bravi editori calabresi, ma da Milano. Infatti ha annunciato che arriveranno dal capoluogo lombardo ben 5 TIR pieni di libri. Ora l’operazione, che poteva avere una valenza culturale ed educativa, è senza dubbio, piena di contraddizioni. Cosa penseranno i ragazzini calabresi? Che qui da noi in Calabria non ci sono scrittori, editori, illustratori di libri per ragazzi. Persino volumetti per gli scolari dobbiamo far venire dal Nord, bel modo di slegarla questa Calabria.
I nostri capaci editori, a me consta, quotidianamente vanno nelle scuole per presentare i loro libri, i loro autori, la storia della nostra Calabria.
Eppure i libri da leggere (e da acquistare) arriveranno con 5 Tir da Milano.
La Calabria seria ha bisogno di altri assessori e non di questi intellettuali che si dicono pronti al cambiamento, ma poi continuano a perpetrare vecchie logiche.
I calabresi se vogliono “slegare” la Calabria sanno bene a chi devono dare il loro consenso.
Se questo è il modo di slegare la Calabria "VOGLIO" un assessore leghista

I LIBRI PER GLI SCOLARI CALABRESI LA REGIONE
LI COMPRA DAGLI EDITORI MILANESI
LI COMPRA DAGLI EDITORI MILANESI
(pubblicata mercoledì 24 marzo 2010 su: IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA, Idee e società, pag. 51; CALABRIA ORA, il Chiosco, pag. 19; GAZZETTA DEL SUD, cronaca di Cosenza, pag. 37)
Caro Cersosimo,
le scrissi un po’ di tempo fa chiedendole di voler organizzare un incontro tra lei, assessore alla cultura e noi “poveri” editori calabresi; è stato sempre così negli ultimi 25 anni, tutti gli assessori hanno voluto incontrare gli editori calabresi per presentare il loro programma e per capire le esigenze degli operatori del settore. Lei invece ha rifiutato il confronto, in una lettera mi ha anche detto che non mi stringeva la mano… e ne ho preso atto.
Ora però la misura è colma… il progetto “Un libro in tasca” è la goccia che fa traboccare il vaso. Cosa diranno i ragazzini calabresi delle IV elementari che vedranno arrivare 5 TIR dalla Lombardia per distribuire, come la befana, i libri agli scolari? Come minimo penseranno che qui da noi non ci sono editori, non ci sono scrittori, illustratori e che il “genio” deve arrivarci dal Nord, bel modo di “slegare” la Calabria.
In pompa magna ha detto all’Unical che ha speso ben 149.437 euro per l’acquisto di libri, chissà quando il buon Formigoni comprerà libri meridionali (e calabresi) per distribuirli nelle scuole del Nord. Credo mai… e perché proprio noi dobbiamo beneficiare chi ci considera meno di zero?
L’operazione “Un libro in tasca” che poteva essere un’occasione buona per far conoscere un po’ della nostra cultura, invece è l’ennesima dimostrazione di come si “predica” bene (slega la Calabria) ma si razzola male, anzi malissimo.
Abbiamo bisogno, e lo voglio ripetere, di concertazione e di un “grande progetto” per il rilancio della nostra cultura, la drammaticità è che i funzionari regionali (ho parlato telefonicamente con una dirigente, che non conosceva assolutamente la realtà degli editori calabresi) e l’assessore Cersosimo pensano che in questa nostra terra non esiste nulla… invece c’è un grande movimento culturale che da solo sta cercando di sollevare le sorti della nostra terra.
Con grande risentimento
Demetrio Guzzardi
Editoriale progetto 2000
Caro Cersosimo,
le scrissi un po’ di tempo fa chiedendole di voler organizzare un incontro tra lei, assessore alla cultura e noi “poveri” editori calabresi; è stato sempre così negli ultimi 25 anni, tutti gli assessori hanno voluto incontrare gli editori calabresi per presentare il loro programma e per capire le esigenze degli operatori del settore. Lei invece ha rifiutato il confronto, in una lettera mi ha anche detto che non mi stringeva la mano… e ne ho preso atto.
Ora però la misura è colma… il progetto “Un libro in tasca” è la goccia che fa traboccare il vaso. Cosa diranno i ragazzini calabresi delle IV elementari che vedranno arrivare 5 TIR dalla Lombardia per distribuire, come la befana, i libri agli scolari? Come minimo penseranno che qui da noi non ci sono editori, non ci sono scrittori, illustratori e che il “genio” deve arrivarci dal Nord, bel modo di “slegare” la Calabria.
In pompa magna ha detto all’Unical che ha speso ben 149.437 euro per l’acquisto di libri, chissà quando il buon Formigoni comprerà libri meridionali (e calabresi) per distribuirli nelle scuole del Nord. Credo mai… e perché proprio noi dobbiamo beneficiare chi ci considera meno di zero?
L’operazione “Un libro in tasca” che poteva essere un’occasione buona per far conoscere un po’ della nostra cultura, invece è l’ennesima dimostrazione di come si “predica” bene (slega la Calabria) ma si razzola male, anzi malissimo.
Abbiamo bisogno, e lo voglio ripetere, di concertazione e di un “grande progetto” per il rilancio della nostra cultura, la drammaticità è che i funzionari regionali (ho parlato telefonicamente con una dirigente, che non conosceva assolutamente la realtà degli editori calabresi) e l’assessore Cersosimo pensano che in questa nostra terra non esiste nulla… invece c’è un grande movimento culturale che da solo sta cercando di sollevare le sorti della nostra terra.
Con grande risentimento
Demetrio Guzzardi
Editoriale progetto 2000
Sul progetto di Cersosimo interviene l'editore TITO SIA
(1)
Tutto fumo e niente arrosto. E' un'operazione politica, alla ricerca di consensi, in clima elettorale. Che vi aspettavate? Certamente, però, l'operazione da i suoi frutti, perchè a beneficiarne sono gli amici dei politici i Sigg.ri editori, tra questi prevalentemente tipografi, si sono visti acquistare tutti i fondi di magazzino, vi pare poco. Noi altri Editori , precursori ante litteram, che hanno creato dal nulla la nascita dell'Editoria in Calabria, da sempre siamo stati dimenticati e volutamente trascurati. Sono anni che assistiamo passivamente a questo scempio clientelare. E' anche colpa della categoria che non sa difendersi, perchè ciascuno coltiva il proprio orticello. Un vizio tutto meridionale ed in particolare calabrese.
(2)
Vi raccontiamo un aneddoto che la dice lunga sul personaggio in questione, il quale, detto tra noi, non è stato eletto da nessuno degli elettori aventi titoli, è stato nominato per esigenze politiche, a ricoprire l'incarico, niente meno di vice presidente della G , per collegamenti che il soggetto detiene con il variegato ambiente universitario cosentino di Arcavacata. Tutto fa brodo. Egli è nato in quel di Laino Borgo (CS), dove qualche anno fa presentammo, con costui presente, un DVD di ns. produzione editoriale, settore audiovisivi, "RAFTING SUL FIUME LAO" . Non un commento ebbe a dire, o rivolgerci a noi presenti, nessun complimento usci da quelle labbra.
Del resto noi non eravamo Wind Wenders. Per cui tutto ritorna, i ns. uomini, per cosi dire politici, o tutti coloro i quali occupano un posto diciamo, cosi per dire, di potere, soffrono di un male incurabile, TUTTO CALABRESE, che come un raptus colpisce questo genere di persone, vale a dire IL PROVINCIALISMO che li porta in maniera compulsiva a disdegnare i prodotti di casa nostra e di strisciare A LINGUA AFFLITTA sulle produzioni italiane, settentrionali in particolari e di MILANO soprattutto. E' un vizio atavico. E dire che costoro sono i difensori della cultura locale, del patrimonio della ns. regione. Poveri noi. Quindi calza a pennello il Vs. commento:
Quello che è peggio che i libri sono stati comprati ad editori milanesi E lui fonda un partito che si chiama SLEGA LA CALABRIA.
(3)
Sono secoli, ma che dico, anni, decenni che L'Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, sito in via Alberti a Catanzaro non acquista un ns. libro, che tra l'altro a noi non interessa più, perchè camminiamo da sempre sulle ns. sole gambe. Comunque, in clima di amenità tutte calabresi e regionali in particolare, vi narro un altro aneddoto molto significativo. Nel 2003 pubblichiamo a ns. cura e spese il volume sul povero e grande, al tempo stesso, LIUTAIO DI BISIGNANO Vincenzo De Bonis, nonostante la ns. riluttanza ci convinsero a proporne l'acquisto alla Regione Calabria Ass.re alla Cultura di Via Alberti a Catanzaro. Conserviamo, ancora, come una reliquia quella proposta, che giace misera senza risposta.
BOICOTTATE LA PARTECIPAZIONE DEGLI EDITORI CALABRESI ALLA FIERA DEL LIBRO, LINGOTTO DI TORINO, CHE GUARDA CASO E' GESTITA DAI PERSONAGGI COLLEGATI AD UNO DEGLI EDITORI PRIVILEGIATI. QUESTA RAPPRESENTA UNA PROTESTA EFFICACE. UNIAMOCI E PARTIAMO.
BOICOTTATE LA PARTECIPAZIONE DEGLI EDITORI CALABRESI ALLA FIERA DEL LIBRO, LINGOTTO DI TORINO, CHE GUARDA CASO E' GESTITA DAI PERSONAGGI COLLEGATI AD UNO DEGLI EDITORI PRIVILEGIATI. QUESTA RAPPRESENTA UNA PROTESTA EFFICACE. UNIAMOCI E PARTIAMO.
UN LIBRO IN TASCA

Il Vicepresidente della Regione Calabria prof. Domenico Cersosimo all'Unical presenta il progetto
(articolo apparso su nuovacosenza.com)
22 mar 10 Una vera e propria “invasione” di libri: 19 mila e quaranta. Sono i libri che arriveranno tra qualche giorno nelle quarte classi degli alunni della scuola primaria calabrese, grazie al Progetto “Un libro in tasca”, ideato dalla Regione per promuovere la lettura nelle scuole di tutta la Calabria che sconta ancora un considerevole gap rispetto ad altre regioni d’Italia e nella quale si legge ancora molto poco. Nei prossimi giorni 5 Tir carichi di libri scelti nell’ambito dell’iniziativa - 20 titoli in tutto selezionati da un pedagogista tra racconti, classici, fiabe ed altri testi di letteratura per ragazzi - partiranno da Milano per poi essere consegnati nelle quarte classi della scuola primaria calabrese. L’iniziativa è stata illustrata questa mattina all’Università della Calabria dal Vice Presidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche l’editore Paolo Falzea di Reggio Calabria e il Direttore commerciale della casa editrice Rubbettino, Antonio Cavallaro, in rappresentanza degli editori calabresi che hanno aderito al Progetto. “Un libro in tasca” si pone l'obiettivo di fornire alle scuole calabresi stimoli e idee per la promozione della lettura, considerata come uno dei principali obiettivi formativi della scuola, superando gli ambiti specifici dell'educazione linguistica, per connotarsi come obiettivo più ampio di formazione della persona. Il progetto ha come premessa la consapevolezza che l’educazione alla lettura: - è un bisogno da consolidare e da accompagnare nella formazione e nella crescita degli alunni; - è il passaggio da una concezione della lettura come dovere scolastico ad una lettura come attività libera, capace di porre il soggetto in relazione con se stesso e con gli altri; - è il mezzo per aiutare l’alunno nella scoperta del ruolo del libro tra gli altri media. “Un libro – ha detto in conferenza stampa il Vice Presidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo – dovrebbe stare sempre nelle tasche di tutti i cittadini calabresi per aprire nuovi orizzonti inimmaginabili e smarcarsi dalle difficoltà. In Calabria – ha proseguito – si legge ancora poco, c’è una scarsa tensione alla lettura, anche perché il complicato contesto socio-economico nel quale viviamo non aiuta. Mancano anche le occasioni per leggere. E’ per questo che dobbiamo impegnarci per allestire delle biblioteche più accoglienti e più friendly e meno mummificate. L’investimento finanziario realizzato con il progetto “Un libro in tasca” non è da poco : 149.437 euro, tutti presi dal nostro bilancio, nell’ambito del Piano per il diritto allo studio. Speriamo vivamente che per questa strada il “tarlo” della lettura possa entrare nella testa dei nostri bambini e delle nostre bambine, così come speriamo che in molte delle case dei calabresi un libro possa entrare per la prima volta. E’ questo un esperimento e insieme una di quelle politiche complementari e aggiuntive che stiamo portando avanti da tempo e con le quali tentiamo – ha sottolineato Cersosimo – di difendere la scuola dai tagli indiscriminati perpetrati dal Governo centrale. Il Governo fa malissimo a tagliare alla scuola 8 miliardi di euro in un triennio e a far ricadere sulle Regioni il peso di questa politica scellerata.” Per Cersosimo “i fondi regionali non possono avere una funzione sostitutiva di quelli nazionali, ma devono servire a colmare il gap che la Calabria sconta con altri sistemi formativi. Quello realizzato con il progetto “Un libro in tasca” è un investimento di lungo periodo che sicuramente darà i suoi risultati, convinti come siamo che i libri possono salvare la vita e che i costi della cultura sono sicuramente inferiori a quelli dell’ignoranza. Solo così potremo evitare che il nostro Paese si avvii verso il declino”. Apprezzamento per l’iniziativa della Regione Calabria e del Vice Presidente Cersosimo è stato espresso sia dall’editore Paolo Falzea che dal Direttore commerciale della casa editrice Rubbettino Antonio Cavallaro. “Migliore iniziativa in questa fase storica non poteva esser fatta – ha detto Falzea. Un libro può diventare un amico per la vita e la lettura deve essere anzitutto un piacere. La lettura come apprendimento o approfondimento è un’altra cosa.” “Il merito della Regione e del suo Vice Presidente Cersosimo – ha aggiunto Antonio Cavallaro – è stato quello di aver messo al centro dell’agenda politica la scuola. C’è bisogno che la scuola esca dalle aule per fare rete, così come c’è bisogno in Calabria di tante librerie e che i ragazzi si incontrino di più con i libri. Questa è un’occasione da cogliere al volo, perché è importante che i ragazzi calabresi siano attenti alle sfide della globalizzazione, ma sappiano anche leggere e interpretare la realtà che ci circonda.”
(articolo apparso su nuovacosenza.com)
22 mar 10 Una vera e propria “invasione” di libri: 19 mila e quaranta. Sono i libri che arriveranno tra qualche giorno nelle quarte classi degli alunni della scuola primaria calabrese, grazie al Progetto “Un libro in tasca”, ideato dalla Regione per promuovere la lettura nelle scuole di tutta la Calabria che sconta ancora un considerevole gap rispetto ad altre regioni d’Italia e nella quale si legge ancora molto poco. Nei prossimi giorni 5 Tir carichi di libri scelti nell’ambito dell’iniziativa - 20 titoli in tutto selezionati da un pedagogista tra racconti, classici, fiabe ed altri testi di letteratura per ragazzi - partiranno da Milano per poi essere consegnati nelle quarte classi della scuola primaria calabrese. L’iniziativa è stata illustrata questa mattina all’Università della Calabria dal Vice Presidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche l’editore Paolo Falzea di Reggio Calabria e il Direttore commerciale della casa editrice Rubbettino, Antonio Cavallaro, in rappresentanza degli editori calabresi che hanno aderito al Progetto. “Un libro in tasca” si pone l'obiettivo di fornire alle scuole calabresi stimoli e idee per la promozione della lettura, considerata come uno dei principali obiettivi formativi della scuola, superando gli ambiti specifici dell'educazione linguistica, per connotarsi come obiettivo più ampio di formazione della persona. Il progetto ha come premessa la consapevolezza che l’educazione alla lettura: - è un bisogno da consolidare e da accompagnare nella formazione e nella crescita degli alunni; - è il passaggio da una concezione della lettura come dovere scolastico ad una lettura come attività libera, capace di porre il soggetto in relazione con se stesso e con gli altri; - è il mezzo per aiutare l’alunno nella scoperta del ruolo del libro tra gli altri media. “Un libro – ha detto in conferenza stampa il Vice Presidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo – dovrebbe stare sempre nelle tasche di tutti i cittadini calabresi per aprire nuovi orizzonti inimmaginabili e smarcarsi dalle difficoltà. In Calabria – ha proseguito – si legge ancora poco, c’è una scarsa tensione alla lettura, anche perché il complicato contesto socio-economico nel quale viviamo non aiuta. Mancano anche le occasioni per leggere. E’ per questo che dobbiamo impegnarci per allestire delle biblioteche più accoglienti e più friendly e meno mummificate. L’investimento finanziario realizzato con il progetto “Un libro in tasca” non è da poco : 149.437 euro, tutti presi dal nostro bilancio, nell’ambito del Piano per il diritto allo studio. Speriamo vivamente che per questa strada il “tarlo” della lettura possa entrare nella testa dei nostri bambini e delle nostre bambine, così come speriamo che in molte delle case dei calabresi un libro possa entrare per la prima volta. E’ questo un esperimento e insieme una di quelle politiche complementari e aggiuntive che stiamo portando avanti da tempo e con le quali tentiamo – ha sottolineato Cersosimo – di difendere la scuola dai tagli indiscriminati perpetrati dal Governo centrale. Il Governo fa malissimo a tagliare alla scuola 8 miliardi di euro in un triennio e a far ricadere sulle Regioni il peso di questa politica scellerata.” Per Cersosimo “i fondi regionali non possono avere una funzione sostitutiva di quelli nazionali, ma devono servire a colmare il gap che la Calabria sconta con altri sistemi formativi. Quello realizzato con il progetto “Un libro in tasca” è un investimento di lungo periodo che sicuramente darà i suoi risultati, convinti come siamo che i libri possono salvare la vita e che i costi della cultura sono sicuramente inferiori a quelli dell’ignoranza. Solo così potremo evitare che il nostro Paese si avvii verso il declino”. Apprezzamento per l’iniziativa della Regione Calabria e del Vice Presidente Cersosimo è stato espresso sia dall’editore Paolo Falzea che dal Direttore commerciale della casa editrice Rubbettino Antonio Cavallaro. “Migliore iniziativa in questa fase storica non poteva esser fatta – ha detto Falzea. Un libro può diventare un amico per la vita e la lettura deve essere anzitutto un piacere. La lettura come apprendimento o approfondimento è un’altra cosa.” “Il merito della Regione e del suo Vice Presidente Cersosimo – ha aggiunto Antonio Cavallaro – è stato quello di aver messo al centro dell’agenda politica la scuola. C’è bisogno che la scuola esca dalle aule per fare rete, così come c’è bisogno in Calabria di tante librerie e che i ragazzi si incontrino di più con i libri. Questa è un’occasione da cogliere al volo, perché è importante che i ragazzi calabresi siano attenti alle sfide della globalizzazione, ma sappiano anche leggere e interpretare la realtà che ci circonda.”
giovedì 7 gennaio 2010
Salviamo la biblioteca calabrese di Soriano
Agguato alla cultura calabrese. Non vengono in mente altre definizioni per qualificare l’atto con cui la Regione ha cancellato i fondi destinati alla biblioteca di Soriano Calabro, istituzione culturale sorta
31 anni fa come figlia della passione di Nicola Provenzano, preside in pensione che, dal 1980, con alcuni collaboratori, dedica anima e cuore alla sua inestimabile creatura.
Punto di riferimento di studiosi, la “Biblioteca calabrese” raccoglie un patrimonio libraio unico, d’inestimabile valore (con i suoi testi rari) ed in continuo aggiornamento, giunto oggi ad oltre 33 mila volumi di autori o argomenti (storia, letteratura e filosofia, ‘ndrangheta, arte e archeologia, minoranze
linguistiche, dialetti e folklore; geologia, paleontologia e paletnologia, musica, flora e fauna, moda, gastronomia). La biblioteca, inoltre, da più di un decennio pubblica “Rogerius”, una propria rivista
culturale e bibliografica semestrale.
Sorta nel 1979 come “Centro culturale del folklore e delle tradizioni popolari”, la “Biblioteca calabrese” rischiò di chiudere già nel ’93 (quando la provincia di Catanzaro decise di congelare i centri culturali).
Ma, grazie ad una serie di congiunture (mobilitazione massiccia della “intellighenzia” calabrese, istituzione della provincia di Vibo, cui venne trasferita per un periodo la biblioteca, istituzione, nel ’95, di
un’associazione incaricata di gestirla autonomamente) la biblioteca venne salvata dal sicuro
oblio. Il sostegno maggiore arrivò con la legge regionale 19/1995 che, all’articolo 3, garantiva alla biblioteca un discreto contributo annuo, indispensabile fonte di sostentamento (escludendo piccoli
contributi di provincia e comunità montana Alto Mesima) da cui l’istituto ha tratto linfa vitale, ampliando all’attuale invidiabile quantità il proprio parco librario. Sino ad oggi, quando, dal bilancio 2009, il contributo alla biblioteca è scomparso, mettendo a serio rischio l’esistenza dell’ente.
«Un gesto vergognoso ed immotivato - lo ha definito Nicola Provenzano - volto a minare irrimediabilmente un istituto riconosciuto da tutti come punto d’eccellenza unico al mondo nel suo genere.
Ho chiamato più volte in Regione e mi sono rivolto a molti degli esponenti locali presenti nell’ente per avere spiegazioni e rassicurazioni. Ma, sinora, nessuno mi ha degnato di risposta. Quello che cerco
disperatamente di far capire ai nostri rappresentanti locali - ha proseguito - è che, se vogliono salvare la faccia, devono necessariamente trarre in salvo la biblioteca. Ciò che chiedo - la chiosa Provenzano
- è, per quest’anno, un finanziamento adeguato e, per il futuro, il ripristino della legge del ‘95». Intanto, come nel ’93, il mondo della cultura e la società civile si sono mobilitati con indignazione, promuovendo
varie iniziative, come la creazione spontanea di un gruppo sul noto social network “Facebook” (“Salviamo
la biblioteca calabrese di Soriano”) che, nel giro di poche ore, ha superato i 120 iscritti, ed è costantemente in crescita, dimostrando il rifiuto di un atto senza alcuna logica. Perché la società calabrese ha bisogno della biblioteca di Soriano.
Ha sete di cultura. Coloro che, con tale scellerata decisione, ne hanno sancito la fine, probabilmente no.
Valerio Colaci (domenica 3 gennaio 2010 Calabria Ora)
31 anni fa come figlia della passione di Nicola Provenzano, preside in pensione che, dal 1980, con alcuni collaboratori, dedica anima e cuore alla sua inestimabile creatura.
Punto di riferimento di studiosi, la “Biblioteca calabrese” raccoglie un patrimonio libraio unico, d’inestimabile valore (con i suoi testi rari) ed in continuo aggiornamento, giunto oggi ad oltre 33 mila volumi di autori o argomenti (storia, letteratura e filosofia, ‘ndrangheta, arte e archeologia, minoranze
linguistiche, dialetti e folklore; geologia, paleontologia e paletnologia, musica, flora e fauna, moda, gastronomia). La biblioteca, inoltre, da più di un decennio pubblica “Rogerius”, una propria rivista
culturale e bibliografica semestrale.
Sorta nel 1979 come “Centro culturale del folklore e delle tradizioni popolari”, la “Biblioteca calabrese” rischiò di chiudere già nel ’93 (quando la provincia di Catanzaro decise di congelare i centri culturali).
Ma, grazie ad una serie di congiunture (mobilitazione massiccia della “intellighenzia” calabrese, istituzione della provincia di Vibo, cui venne trasferita per un periodo la biblioteca, istituzione, nel ’95, di
un’associazione incaricata di gestirla autonomamente) la biblioteca venne salvata dal sicuro
oblio. Il sostegno maggiore arrivò con la legge regionale 19/1995 che, all’articolo 3, garantiva alla biblioteca un discreto contributo annuo, indispensabile fonte di sostentamento (escludendo piccoli
contributi di provincia e comunità montana Alto Mesima) da cui l’istituto ha tratto linfa vitale, ampliando all’attuale invidiabile quantità il proprio parco librario. Sino ad oggi, quando, dal bilancio 2009, il contributo alla biblioteca è scomparso, mettendo a serio rischio l’esistenza dell’ente.
«Un gesto vergognoso ed immotivato - lo ha definito Nicola Provenzano - volto a minare irrimediabilmente un istituto riconosciuto da tutti come punto d’eccellenza unico al mondo nel suo genere.
Ho chiamato più volte in Regione e mi sono rivolto a molti degli esponenti locali presenti nell’ente per avere spiegazioni e rassicurazioni. Ma, sinora, nessuno mi ha degnato di risposta. Quello che cerco
disperatamente di far capire ai nostri rappresentanti locali - ha proseguito - è che, se vogliono salvare la faccia, devono necessariamente trarre in salvo la biblioteca. Ciò che chiedo - la chiosa Provenzano
- è, per quest’anno, un finanziamento adeguato e, per il futuro, il ripristino della legge del ‘95». Intanto, come nel ’93, il mondo della cultura e la società civile si sono mobilitati con indignazione, promuovendo
varie iniziative, come la creazione spontanea di un gruppo sul noto social network “Facebook” (“Salviamo
la biblioteca calabrese di Soriano”) che, nel giro di poche ore, ha superato i 120 iscritti, ed è costantemente in crescita, dimostrando il rifiuto di un atto senza alcuna logica. Perché la società calabrese ha bisogno della biblioteca di Soriano.
Ha sete di cultura. Coloro che, con tale scellerata decisione, ne hanno sancito la fine, probabilmente no.
Valerio Colaci (domenica 3 gennaio 2010 Calabria Ora)
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