A Giancarlo Perani
Dedico questo spazio di discussione aperto a Giancarlo Perani, dirigente della Regione Calabria che ha sempre guardato con particolare attenzione il lavoro e l'opera degli editori calabresi. Giancarlo Perani è scomparso prematuramente nell'ottobre 2008, dopo aver lottato contro un male incurabile. A lui si deve la realizzazione del convegno, a Palazzo Campanella di Reggio Calabria il 14 marzo 2002, per la presentazione sull'ordinamento di legge sull'editoria libraria calabrese. Nella foto con l'editore Demetrio Guzzardi, mentre interviene alla Fiera del libro di Torino. |
mercoledì 17 dicembre 2008
L'EDITORE LARUFFA SCRIVE A CERSOSIMO

PER IL BENE DELLA CALABRIA
COORDINARE GLI INTERVENTI CULTURALI
Ch.mo Professore,
mi consenta di scriverLe a proposito di quella che mi sembra una querelle e che è sorta tra lei e il collega Demetrio Guzzardi.
Onestamente, lo dico soprattutto a Guzzardi, mi sembra che la sua dichiarazione sia stata in parte fraintesa, poichè quando afferma «...si tratta di una importante operazione culturale tesa a sostituire una vecchia idea legata ad una Calabria culturalmente chiusa con una nuova immagine di regione fattiva, imprenditoriale etc; etc.» non mi sembra che si rivolga agli editori, ma che si riferisca all’universo del mondo culturale calabrese, e io dico che immagino si rivolga anche o specialmente alla Regione, che comunque ha la responsabilità delle politiche di coordinamento e intervento nel settore.
E allora penso che non serva a nulla scontrarsi, se pur verbalmente. Occorre che insieme guardiamo in avanti coordinando i nostri sforzi per il bene della Calabria.
Se permette brevemente le dico cosa hanno fatto finora gli editori calabresi.
Essi hanno pubblicato migliaia di titoli, parecchi di qualità, come lei stesso scrive, fornendo un formidabile contributo alla conoscenza della cultura regionale. Ciò è stato fatto senza alcun tangibile aiuto pubblico, spesso con personali sacrifici, in un settore che non può affatto essere assimilato ad altri del mondo dell’imprenditoria e del sistema di libera concorrenza. Anzi il settore è stato ed è sempre esposto alle speculazioni di editori improvvisati che sottraggono risorse finanziarie agli Enti pubblici. Noi partecipiamo da anni alle fiere in Italia: Torino, Roma, Napoli Gutemberg etc. con nostri stand e siamo presenti, chi di più e chi di meno sul territorio nazionale, nonostante le difficoltà strutturali innegabili presenti in Calabria in ogni settore. E partecipiamo anche, con spirito di collaborazione, allo stand collettivo che organizza la Regione, un’operazione spesso sprecata, perché sempre realizzata oltre il tempo massimo, senza un minimo di programmazione.
Gli editori calabresi abbiamo collaborato in un processo che mi permetto di definire di eccellenza, alla stesura dell’ennesimo progetto di legge per l’editoria regionale; per la Regione si occupò il compianto dott. Giancarlo Perani. Quel progetto, che prevede sostegno in servizi e non elargizione gratuita di danaro, nonostante fosse stato approvato dalla Giunta, giace da qualche anno dimenticato presso la terza commissione del Consiglio regionale, insieme a tanti altri precedenti, incominciando dal primo in ordine di tempo, quello di Ermanna Carci Greco. E dunque è lecito pensare che non vi è e non vi è stata la necessaria sensibilità politica della Regione Calabria nei confronti del settore editoriale.
Io penso che manchi un vero e proprio piano per la cultura, un progetto che preveda modalità, mezzi e tempi per fare sì che la cultura svolga a pieno il suo ruolo fondamentale, che è la formazione di un sentimento comune di civiltà nella popolazione: non c’è la legge per l’editoria di cui sopra (che hanno molte regioni italiane), non vi è un progetto, che io sappia per le biblioteche, non vi sono strumenti d’informazione bibliografica generale. Mi permetta di dirlo, ciò che si fa lo fanno, come del resto deve essere, soprattutto i privati, cioé noi editori, insieme con quanti partecipano alla produzione dei libri e delle riviste, gli Autori, i librai etc. etc. Il collega Guzzardi come me e tanti altri editori è deluso. Sperava e spera che la Regione Calabria dialoghi seriamente con le parti sociali interessate. Finora, onestamente abbiamo sentito solo parole, e qualche volta anche parole poco riguardose. Ovviamente non mi riferisco a lei, che tra l’altro non ho il piacere di conoscere di persona. In tanti anni abbiamo incontrato tanti assessori e funzionari...
Voglio sperare che la querelle nella quale mi sono permesso di introdurmi sia risolta con la reciproca comprensione sua e di Guzzardi. Spero anche che Lei voglia incontrare noi editori. Abbiamo bisogno di essere ascoltati e anche di ascoltare, per capire tra l’altro le difficoltà della politica. Sappia che molte attese e speranze dei calabresi sono riposte anche il Lei. La saluto con viva cordialità e con osservanza.
Domenico Laruffa
COORDINARE GLI INTERVENTI CULTURALI
Ch.mo Professore,
mi consenta di scriverLe a proposito di quella che mi sembra una querelle e che è sorta tra lei e il collega Demetrio Guzzardi.
Onestamente, lo dico soprattutto a Guzzardi, mi sembra che la sua dichiarazione sia stata in parte fraintesa, poichè quando afferma «...si tratta di una importante operazione culturale tesa a sostituire una vecchia idea legata ad una Calabria culturalmente chiusa con una nuova immagine di regione fattiva, imprenditoriale etc; etc.» non mi sembra che si rivolga agli editori, ma che si riferisca all’universo del mondo culturale calabrese, e io dico che immagino si rivolga anche o specialmente alla Regione, che comunque ha la responsabilità delle politiche di coordinamento e intervento nel settore.
E allora penso che non serva a nulla scontrarsi, se pur verbalmente. Occorre che insieme guardiamo in avanti coordinando i nostri sforzi per il bene della Calabria.
Se permette brevemente le dico cosa hanno fatto finora gli editori calabresi.
Essi hanno pubblicato migliaia di titoli, parecchi di qualità, come lei stesso scrive, fornendo un formidabile contributo alla conoscenza della cultura regionale. Ciò è stato fatto senza alcun tangibile aiuto pubblico, spesso con personali sacrifici, in un settore che non può affatto essere assimilato ad altri del mondo dell’imprenditoria e del sistema di libera concorrenza. Anzi il settore è stato ed è sempre esposto alle speculazioni di editori improvvisati che sottraggono risorse finanziarie agli Enti pubblici. Noi partecipiamo da anni alle fiere in Italia: Torino, Roma, Napoli Gutemberg etc. con nostri stand e siamo presenti, chi di più e chi di meno sul territorio nazionale, nonostante le difficoltà strutturali innegabili presenti in Calabria in ogni settore. E partecipiamo anche, con spirito di collaborazione, allo stand collettivo che organizza la Regione, un’operazione spesso sprecata, perché sempre realizzata oltre il tempo massimo, senza un minimo di programmazione.
Gli editori calabresi abbiamo collaborato in un processo che mi permetto di definire di eccellenza, alla stesura dell’ennesimo progetto di legge per l’editoria regionale; per la Regione si occupò il compianto dott. Giancarlo Perani. Quel progetto, che prevede sostegno in servizi e non elargizione gratuita di danaro, nonostante fosse stato approvato dalla Giunta, giace da qualche anno dimenticato presso la terza commissione del Consiglio regionale, insieme a tanti altri precedenti, incominciando dal primo in ordine di tempo, quello di Ermanna Carci Greco. E dunque è lecito pensare che non vi è e non vi è stata la necessaria sensibilità politica della Regione Calabria nei confronti del settore editoriale.
Io penso che manchi un vero e proprio piano per la cultura, un progetto che preveda modalità, mezzi e tempi per fare sì che la cultura svolga a pieno il suo ruolo fondamentale, che è la formazione di un sentimento comune di civiltà nella popolazione: non c’è la legge per l’editoria di cui sopra (che hanno molte regioni italiane), non vi è un progetto, che io sappia per le biblioteche, non vi sono strumenti d’informazione bibliografica generale. Mi permetta di dirlo, ciò che si fa lo fanno, come del resto deve essere, soprattutto i privati, cioé noi editori, insieme con quanti partecipano alla produzione dei libri e delle riviste, gli Autori, i librai etc. etc. Il collega Guzzardi come me e tanti altri editori è deluso. Sperava e spera che la Regione Calabria dialoghi seriamente con le parti sociali interessate. Finora, onestamente abbiamo sentito solo parole, e qualche volta anche parole poco riguardose. Ovviamente non mi riferisco a lei, che tra l’altro non ho il piacere di conoscere di persona. In tanti anni abbiamo incontrato tanti assessori e funzionari...
Voglio sperare che la querelle nella quale mi sono permesso di introdurmi sia risolta con la reciproca comprensione sua e di Guzzardi. Spero anche che Lei voglia incontrare noi editori. Abbiamo bisogno di essere ascoltati e anche di ascoltare, per capire tra l’altro le difficoltà della politica. Sappia che molte attese e speranze dei calabresi sono riposte anche il Lei. La saluto con viva cordialità e con osservanza.
Domenico Laruffa
CONCERTARE, SI DEVE...
Polemica a lieto fine sulle fiereGUZZARDI E LA LUNA DI CERSOSIMO
Il Quotidiano della Calabria - Idee e Società
mercoledì 17 dicembre 2008
di ISABELLA MARCHIOLO
La Regione punta sulla promozione della lettura e dell’editoria. Perché in Calabria il settore soffre ed ha bisogno di un sostegno per «mettersi in mostra», nel senso di farsi notare alle fiere nazionali. Ma a qualcuno che lavora da anni sul campo non è andato giù il colpo di spugna sulle attività pregresse dei singoli editori - quelli che, soli soletti, alle fiere ci andavano già facendo i conti con il bilancio della categoria pmi. Così arriva un piccolo gossip prenatalizio con polemica pure nell’editoria calabrese.
A scatenarlo è stato il cosentino Demetrio Guzzardi, patron dell’Editoriale Progetto 2000, che sul suo blog ha attaccato l’assessore regionale alla cultura Domenico Cersosimo sul progetto fiere. Botta e risposta sul filo immediato della Rete tra i due, i quali si sarebbero poi chiariti con un altro scambio di opinioni privato. Querelle a lieto fine, dunque, e questa è già una bella notizia in un ambiente notoriamente suscettibile e velenosetto come la Repubblica delle Lettere, che in Calabria non fa eccezione quanto a liti e rappacificazioni. A far infuriare Guzzardi era stato un comunicato della Regione Calabria nel quale Cersosimo annunciava un supporto dell’assessorato agli editori calabresi interessati a partecipare alle fiere del libro italiane. L’idea veniva presentata come «un'importante operazione culturale tesa a sostituire una vecchia idea legata ad una Calabria culturalmente chiusa con una nuova immagine di regione fattiva, imprenditoriale, che fa libri, tanti e spesso anche di contenuto». Un giudizio un po’ pesante per Guzzardi, che ha provveduto a ricordare all’assessore la costante presenza del drappello di editori calabresi alle rassegne di Napoli, Roma e Torino. Con toni accesi l’editore continua: «Possibile che Cersosimo non conosca la parola concertazione? L'editoria calabrese è fatta di persone precise, che tutti conoscono; possibile che all'assessore non sia mai venuto voglia di conoscerli, per concertare iniziative a sostegno dell'editoria come le fiere?» Parolina magica nell’entourage culturale calabrese, concertazione. Gli operatori la reclamano, gli enti si schermiscono rimbalzando una diffusa incapacità propositiva dei soggetti questuanti. Dove quest’ultimo aggettivo - lo precisiamo per i più puntigliosi - è letterale e non concettuale.
Così Cersosimo è partito proprio da lì. La concertazione, o qualcosa di molto vicino, c’è stata, eccome. Anzi il progetto fiere della Regione nasceva proprio da questa premessa: «Da più parti e da più editori calabresi - scrive l’assessore a Guzzardi - arriva al Dipartimento 11 della Regione la sollecitazione ad individuare con anticipo le fiere italiane del libro a cui la Regione intende partecipare a sostegno della produzione libraria regionale». Il Dipartimento lo ha fatto con una dichiarazione d’intenti ufficiale, trovando «la richiesta più che legittima».
Cersosimo continua la sua esposizione dei fatti: «D'intesa con i dirigenti regionali, decido di informare subito delle scelte della Regione in merito alle fiere 2009. Si diffonde un comunicato stampa che contiene una frase di una mia dichiarazione sull'importanza culturale della partecipazione non alle fiere 2009 bensì sull'importanza generale della partecipazione delle nostre imprese editoriali alle fiere del libro». E c’è un colpo di coda orgoglioso anche qui. Alle fiere la maggior parte (una piccola parte) degli editori calabresi ci va a sue spese, ma pure la Regione «da molti anni meritoriamente incentiva» il capitolo fiere. Certo, si ammette, «non con la dovuta continuità».
Demetrio Guzzardi incalzava: «Neanche fossimo sulla luna... E poi è mai possibile che prima di Cersosimo (a.C d.C) non si era fatto niente di buono ed ora con l'arrivo del Messia si potrà “sostituire la vecchia idea legata ad una Calabria culturalmente chiusa”?» Ironia che l’assessore, definito dall’editore «docente di economia prestato alla politica» ha incassato con amarezza, commentando che Guzzardi «come molti altri calabresi non trova di meglio che inventarsi pretesti per schizzare un po' di fango sulla Regione e su chi la amministra. È un piccolo sport che alimenta piccoli qualunquismi ma grande discredito istituzionale che danneggia tutti». Soprattutto in un momento in cui la Regione sembra voler investire sul patrimonio del libro. Dopo la settimana delle Biblioteche e questo progetto sul caustico argomento fiere, l’ultima proposta è il concorso Le città del libro, che dovrebbe inconorare i Comuni calabresi più virtuosi nella promozione della lettura. Sarà battaglia tra i campanili? Il concorso coinvolge librerie, scuole e associazioni, principali sedi di contagio del caratterino della Repubblica delle Lettere è contagioso.
mercoledì 10 dicembre 2008
GRAZIE REGIONE, GRAZIE...
LA LUNA DELL'ASSESSORE ALLA CULTURA
PROF. DOMENICO CERSOSIMO
Una nota di Demetrio Guzzardi

«L'editoria calabrese andrà alle principali fiere italiane». Questa è la notizia del giorno. Nella sua dichiarazione il vicepresidente della Giunta regionale, nonché assessore alla cultura prof. Domenico Cersosimo, mette in evidenza che «si tratta di un’importante operazione culturale tesa a sostituire una vecchia idea legata ad una Calabria culturalmente chiusa con una nuova immagine di regione fattiva, imprenditoriale, che fa libri, tanti e spesso anche di contenuto».
Come commentare queste frase del docente di economia prestato alla politica? Si resta davvero allibiti... Possibile che Cersosimo non conosce la parola "concertazione"; l'editoria calabrese è fatta di persone precise, che tutti conoscono; possibile che all'assessore non sia mai venuto voglia di conoscerli, per concertare iniziative a sostegno dell'editoria come le fiere? Neanche fossimo sulla luna... E poi è mai possibile che prima di Cersosimo (a.C. - d.C.) non si era fatto niente di buona ed ora con l'arrivo del Messia si potrà «sostituire la vecchia idea legata ad una Calabria culturalmente chiusa»; Cersosimo deve sapere che la Calabria, in modo autorevole partecipa da almeno dieci anni alla Fiera del libro di Torino proponendo «una immagine di regione fattiva, imprenditoriale, che fa libri, tanti e spesso anche di contenuto»; tutto questo già prima dell'avvento del messia Cersosimo.
PROF. DOMENICO CERSOSIMO
Una nota di Demetrio Guzzardi

«L'editoria calabrese andrà alle principali fiere italiane». Questa è la notizia del giorno. Nella sua dichiarazione il vicepresidente della Giunta regionale, nonché assessore alla cultura prof. Domenico Cersosimo, mette in evidenza che «si tratta di un’importante operazione culturale tesa a sostituire una vecchia idea legata ad una Calabria culturalmente chiusa con una nuova immagine di regione fattiva, imprenditoriale, che fa libri, tanti e spesso anche di contenuto».
Come commentare queste frase del docente di economia prestato alla politica? Si resta davvero allibiti... Possibile che Cersosimo non conosce la parola "concertazione"; l'editoria calabrese è fatta di persone precise, che tutti conoscono; possibile che all'assessore non sia mai venuto voglia di conoscerli, per concertare iniziative a sostegno dell'editoria come le fiere? Neanche fossimo sulla luna... E poi è mai possibile che prima di Cersosimo (a.C. - d.C.) non si era fatto niente di buona ed ora con l'arrivo del Messia si potrà «sostituire la vecchia idea legata ad una Calabria culturalmente chiusa»; Cersosimo deve sapere che la Calabria, in modo autorevole partecipa da almeno dieci anni alla Fiera del libro di Torino proponendo «una immagine di regione fattiva, imprenditoriale, che fa libri, tanti e spesso anche di contenuto»; tutto questo già prima dell'avvento del messia Cersosimo.
UN COMUNICATO DELL'ASSESSORE CERSOSIMO

L’editoria calabrese alle Fiere del Libro
di Napoli, Bologna e Torino
grazie al sostegno della Regione Calabria
L’editoria calabrese nelle più importanti Fiere del libro.
È un’iniziativa della Regione Calabria, che permetterà alle case editrici di partecipare alle prossime edizioni 2009 della Fiera del libro "Galassia Gutenberg" di Napoli, della Fiera del libro per ragazzi di Bologna e alla Fiera internazionale del libro di Torino.
Facendo seguito alle positive esperienze degli scorsi anni la Regione Calabria – Dipartimento 11 Cultura – vuole offrire agli editori calabresi una prestigiosa vetrina per promuovere il meglio della produzione editoriale recente.
Come per l’anno passato, ciascun editore potrà scegliere se semplicemente esporre o se anche vendere le proprie pubblicazioni. Nel caso della sola esposizione, potranno essere posti all’attenzione dei visitatori delle mostre i libri editi nell'ultimo anno. Nel caso della vendita, bisognerà seguire le indicazioni che la Regione Calabria fornirà agli editori che ne faranno richiesta e che saranno indicate nelle apposite pagine del sito www.regione.calabria.it.
È prevista la possibilità di organizzare negli spazi dello stand regionale – indipendentemente dalla modalità di partecipazione (sola esposizione, sola vendita, esposizione e vendita insieme) – presentazioni, incontri con autori ed editori, ecc.
Il Vicepresidente della Giunta regionale, prof. Domenico Cersosimo, mette in evidenza che «si tratta di un’importante operazione culturale tesa a sostituire una vecchia idea legata ad una Calabria culturalmente chiusa con una nuova immagine di regione fattiva, imprenditoriale, che fa libri, tanti e spesso anche di contenuto».
martedì 9 dicembre 2008
ULTIMO GIORNO ALLA FIERA DI ROMA

GIORNATA DI CHIUSURA A “PIU' LIBRI PIU' LIBERI”
Il Quotidiano della Calabria - martedì 9 dicembre 2008
La Bottega editoriale
La comunità editoriale calabrese è stata forte e interessante in Fiera. Malinconicamente arrivederci Fiera… Chissà quanta Calabria nasconde la fiera della piccola e media editoria.
Per scoprirlo bisognerebbe assoldare un'agenzia d'investigazioni, una di quelle vere, però, non quelle da tradimento cornistico. È così che noi, essendo bottegai e non certo detective, sbadatamente abbiamo scordato nel novero delle case editrici di sangue calabrese DeriveApprodi, con sede a Roma, ma con direttore editoriale nostrano: Pino Tripodi. Rimediamo sottolineando come si tratti di una casa editrice che pubblica attenti e selezionati testi di letteratura e di saggistica. Rimanendo nell'ambito “Calabria” al di fuori degli editori nostrani segnaliamo La Calabria brucia scritto dall'antropologo Mauro Francesco Minervino. Si tratta della narrazione di un territorio che va a fuoco, e in fiamme non ci vanno solo i boschi ma anche la società. Per la sezione calabrisi events, l'editore Falzea ha presentato La mia mamma guarirà di Giulio Levi. Un tema serio per la riflessione, a misura di bambino, sulla malattia. Il libro non c'è ancora, causa rottura macchina tipografica: ecco quando la tecnologia domina l'editoria. Ce lo hanno però ben raccontato l'editore Paolo Falzea, l'autore, l'illustratrice Alida Massari e la psicologa Vincenza Gentile. In mostra le splendide tavole a corredo del testo.
Dibattito aperto sull'editoria al femminile - tema principale della fiera - con rappresentanti rosa delle case editrici Armando, Babalibri e Donzelli. Per quest'ultima, siamo stati fieri di Marta Donzelli, giovane agguerrita di sangue calabrese. Due nostre bottegaie sono andate in brodo di giuggiole rispetto all'argomento, moltissime le realtà guidate da condottiere in uniforme rosa. Tranquilli, le suddette bottegaie restano ben lontane dall'idea di un golpe... ma qualcuno resta avvertito: l'editoria è donna! Non danno! Dato di cronaca: il libro targato Città del Sole La banda larga sulla truffa dell'Affaire Telecom è andato esaurito (manco a dirlo: è andato a ruba!). Il patron Franco Arcidiaco si gira e si rivolta come una trottola impazzita esclamando: «L'avevo detto ad Oriana (ndbottegai: caporedattrice)! Bisognava stamparne di più!». Il Palazzo dei Congressi, gremito fino all'ultimo con l'arrivo di Stefano Benni e Umberto Eco, è ridiventato pian piano di nuovo un cantiere: chiude la Fiera con - dati ufficiali alla mano - in saccoccia oltre 50 mila visitatori (superato così il record 2007) e l'aumento delle vendite. Carello, Città del Sole, Falzea, Laruffa e Rubbettino gongolano. Peccato per i (tanti) assenti calabresi: come si può mancare?
Il Quotidiano della Calabria - martedì 9 dicembre 2008
La Bottega editoriale
La comunità editoriale calabrese è stata forte e interessante in Fiera. Malinconicamente arrivederci Fiera… Chissà quanta Calabria nasconde la fiera della piccola e media editoria.
Per scoprirlo bisognerebbe assoldare un'agenzia d'investigazioni, una di quelle vere, però, non quelle da tradimento cornistico. È così che noi, essendo bottegai e non certo detective, sbadatamente abbiamo scordato nel novero delle case editrici di sangue calabrese DeriveApprodi, con sede a Roma, ma con direttore editoriale nostrano: Pino Tripodi. Rimediamo sottolineando come si tratti di una casa editrice che pubblica attenti e selezionati testi di letteratura e di saggistica. Rimanendo nell'ambito “Calabria” al di fuori degli editori nostrani segnaliamo La Calabria brucia scritto dall'antropologo Mauro Francesco Minervino. Si tratta della narrazione di un territorio che va a fuoco, e in fiamme non ci vanno solo i boschi ma anche la società. Per la sezione calabrisi events, l'editore Falzea ha presentato La mia mamma guarirà di Giulio Levi. Un tema serio per la riflessione, a misura di bambino, sulla malattia. Il libro non c'è ancora, causa rottura macchina tipografica: ecco quando la tecnologia domina l'editoria. Ce lo hanno però ben raccontato l'editore Paolo Falzea, l'autore, l'illustratrice Alida Massari e la psicologa Vincenza Gentile. In mostra le splendide tavole a corredo del testo.
Dibattito aperto sull'editoria al femminile - tema principale della fiera - con rappresentanti rosa delle case editrici Armando, Babalibri e Donzelli. Per quest'ultima, siamo stati fieri di Marta Donzelli, giovane agguerrita di sangue calabrese. Due nostre bottegaie sono andate in brodo di giuggiole rispetto all'argomento, moltissime le realtà guidate da condottiere in uniforme rosa. Tranquilli, le suddette bottegaie restano ben lontane dall'idea di un golpe... ma qualcuno resta avvertito: l'editoria è donna! Non danno! Dato di cronaca: il libro targato Città del Sole La banda larga sulla truffa dell'Affaire Telecom è andato esaurito (manco a dirlo: è andato a ruba!). Il patron Franco Arcidiaco si gira e si rivolta come una trottola impazzita esclamando: «L'avevo detto ad Oriana (ndbottegai: caporedattrice)! Bisognava stamparne di più!». Il Palazzo dei Congressi, gremito fino all'ultimo con l'arrivo di Stefano Benni e Umberto Eco, è ridiventato pian piano di nuovo un cantiere: chiude la Fiera con - dati ufficiali alla mano - in saccoccia oltre 50 mila visitatori (superato così il record 2007) e l'aumento delle vendite. Carello, Città del Sole, Falzea, Laruffa e Rubbettino gongolano. Peccato per i (tanti) assenti calabresi: come si può mancare?
lunedì 8 dicembre 2008
FIERA DI ROMA PENULTIMO GIORNO

I LIBRI PER I PIU' PICCOLI
Il Quotidiano della Calabria
lunedì 8 dicembre 2008
La Bottega editoriale
A Più libri più liberi oltre la cartaccia ci sono anche gli eventi per gli editori di Calabria. Perché editoria vuol dire non solo stampare libri, ma farne parlare… È facile dire che basta poco per fare i libri per bambini: qualche pupazzetto e un po’ di testo e il gioco è fatto! Ma quando alla storia si accosta la riflessione su questioni sociali è tutta un’altra cosa: lo sa bene l’editore Paolo Falzea di Reggio Calabria (nella foto). Nel suo stand scorgiamo Elynora di Daniel Wallace, illustrato da Daniela Tordi; si tratta del viaggio di un bambino in un fantasioso Aldilà, alla ricerca della madre scomparsa. Wallace non è uno sconosciuto, è infatti l’autore di Big fish, il libro da cui è stato tratto l’omonimo famoso film diretto da Tim Burton. Robetta da nulla insomma. Tra le altre novità fieristiche, per la fascia adolescenziale, ci evidenzia Love is 4 ever della giovane Ilaria Marullo. E il numero di telefono che campeggia sulla copertina? È vero ed è attivo… provare per credere! Il terzo titolo che l’editore ci presenta riguarda invece la saggistica: In verità ci disse altro. Oltre i fondamentalismi cristiani di Augusto Cavadi. Si tratta di una critica al cristianesimo elaborata dall’interno.
Nell’ultima giornata anche un evento per Falzea: la presentazione del libro La mia mamma guarirà di Giulio Levi, un testo che vuole avvicinare senza drammi i bambini all’esperienza della malattia. Sulla trasferta romana, Paolo Falzea commenta: «Una fiera che dà sempre molte soddisfazioni. L’utenza è attenta, forsanche più di quella della più grande Fiera di Torino».
Il secondo editore di oggi è Carello, di Catanzaro. «Mi diverte la Fiera» ci rivela il patron Antonio Carello. Noi bottegai – anarchici anche se simpatici – non possiamo che ammirarne l’ordine all’interno dello stand, con scatole ben ripiegate in una regolare geometria. Tra i titoli l’editore ci evidenzia una riedizione di un testo cinquecentesco di Francesco Guicciardini I ricordi. Riuniti
per argomenti e trascritti nella lingua italiana di oggi (a cura di Claudio Groppetti) e Ceceide di Vincenzo Ammirà (con prefazione del compianto Sharo Gambino). E ora spazio allo show. Con, in primis, Roberto Gervaso “in lupetto rosso”: verità storiche dissacranti le sue, alcune anche piuttosto hard, tanto da far arrossire il folto pubblico e persino qualche bottegaio. Il suo romanzo storico La regina, l’alchimista e il cardinale edito da Rubbettino, promette bene su quel fronte. Al suo fianco un Florindo Rubbettino particolarmente divertito. Analogamente folto, anche se non si parla di sesso ma di tutt’altro, l’uditorio per la presentazione del libro-denuncia sui malaffari della Telecom.
Stiamo parlando di “La banda larga di Telecom Italia”, edito da Città sole. Altro che «una telefonata allunga la vita »… l’autore Joe Basilico è rimasto in incognito, uno spettro inquietante. Ma come biasimarlo, in effetti anche noi avremmo agito così dopo averla fatta così grossa.
Nell’ultima giornata anche un evento per Falzea: la presentazione del libro La mia mamma guarirà di Giulio Levi, un testo che vuole avvicinare senza drammi i bambini all’esperienza della malattia. Sulla trasferta romana, Paolo Falzea commenta: «Una fiera che dà sempre molte soddisfazioni. L’utenza è attenta, forsanche più di quella della più grande Fiera di Torino».
Il secondo editore di oggi è Carello, di Catanzaro. «Mi diverte la Fiera» ci rivela il patron Antonio Carello. Noi bottegai – anarchici anche se simpatici – non possiamo che ammirarne l’ordine all’interno dello stand, con scatole ben ripiegate in una regolare geometria. Tra i titoli l’editore ci evidenzia una riedizione di un testo cinquecentesco di Francesco Guicciardini I ricordi. Riuniti
per argomenti e trascritti nella lingua italiana di oggi (a cura di Claudio Groppetti) e Ceceide di Vincenzo Ammirà (con prefazione del compianto Sharo Gambino). E ora spazio allo show. Con, in primis, Roberto Gervaso “in lupetto rosso”: verità storiche dissacranti le sue, alcune anche piuttosto hard, tanto da far arrossire il folto pubblico e persino qualche bottegaio. Il suo romanzo storico La regina, l’alchimista e il cardinale edito da Rubbettino, promette bene su quel fronte. Al suo fianco un Florindo Rubbettino particolarmente divertito. Analogamente folto, anche se non si parla di sesso ma di tutt’altro, l’uditorio per la presentazione del libro-denuncia sui malaffari della Telecom.
Stiamo parlando di “La banda larga di Telecom Italia”, edito da Città sole. Altro che «una telefonata allunga la vita »… l’autore Joe Basilico è rimasto in incognito, uno spettro inquietante. Ma come biasimarlo, in effetti anche noi avremmo agito così dopo averla fatta così grossa.
IN FIERA A ROMA

OBAMA SULLE COPERTINE E FASCINOSI ATTORI TESTIMONIAL DELLA CALABRIA
di La Bottega editoriale
Il Quotidiano della Calabria
domenica 7 dicembre 2008
di La Bottega editoriale
Il Quotidiano della Calabria
domenica 7 dicembre 2008
Seconda giornata in Fiera a Roma. Se il motto Più libri più liberi è confermato, con tutta la cartaccia che c'è questo può essere eletto il luogo della libertà. E si vede dalla gente che passa: dallo stravagante al serissimo. Un po' come i libri esposti. Barack Obama ha affascinato gli Usa, ma a quanto pare anche gli italici editori (fra i primi il calabro-romano Carmine Donzelli) non sono stati immuni al fascino del nuovo presidente: numerose spiccano le copertine con la sua bella faccia. Il viaggio calabrese tra gli stand oggi annovera due tappe. La prima a Città del Sole. L'editore Franco Arcidiaco, raffiche di parole al minuto, commenta soddisfatto: «Fiera positiva per afflusso e vendita». Nel paniere della Fiera ci sottolinea tre titoli. Innanzitutto La banda larga di Telecom Italia, una coraggiosa (e documentata) denuncia sulla questione Telecom firmata Joe Basilico, pseudonimo-parodia per Joe Petrosino, il celebre poliziotto ucciso dalla “Mano nera” (scaramanzia?). Seguono l'impegnato Lettere dalla Calabria di GianCarlo Maria Bregantini e Ida Nucera, con il suo invito a sperare e costruire nella Locride un avvenire migliore, e il romanzo storico Il Console e il Professore di Santino Oliverio, ambientato durante la rivolta di Caulonia. Seconda tappa da Laruffa, reggino anche lui. Della serie: Largo ai giovani, come direbbe Mario Caligiuri, dalla piazza che ha così nominato a Soveria Mannelli! Tra le novità fieristiche ci segnala Le incursioni aeree anglo-americane del 1943 su 60 città e località calabresi, di Filippo Bartoli e Terra Morgana. Itinerari culturali in provincia di Reggio Calabria, curato dal patron Domenico Laruffa. La terza scelta, e qui diamo un po' di spazio al gossip, si concretizza in una visione fascinosa. Parliamo del libro 'Nu cuntu… Due racconti per il palcoscenico ma, soprattutto, del suo autore: Antonio Tallura, affascinante interprete di serial televisivi (tra cui Orgoglio, Vivere e Incantesimo) e che ha natali locresi. «Un contatto - commenta il giovane editore Roberto Laruffa - che ha trovato concretezza proprio nella fiera romana dell'anno scorso». Una conferma che l'editoria, oltre che su carta e su web, gioca anche sul tavolo delle fiere! Parlando sempre di estetica (e non quella filosofica!), ecco Gianrico Carofiglio. Lo rivediamo a qualche mese di distanza dal Premio Tropea. Qualche ragazza, estasiata dalla forma smagliante del giudice-scrittore, commenta che il “Tropea” gli ha fatto prooopriooo bene!
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