A Giancarlo Perani

Dedico questo spazio di discussione aperto a Giancarlo Perani, dirigente della Regione Calabria che ha sempre guardato con particolare attenzione il lavoro e l'opera degli editori calabresi. Giancarlo Perani è scomparso prematuramente nell'ottobre 2008, dopo aver lottato contro un male incurabile. A lui si deve la realizzazione del convegno, a Palazzo Campanella di Reggio Calabria il 14 marzo 2002, per la presentazione sull'ordinamento di legge sull'editoria libraria calabrese. Nella foto con l'editore Demetrio Guzzardi, mentre interviene alla Fiera del libro di Torino.
venerdì 18 dicembre 2009

IL DIARIO DEI "BOTTEGAI" ALLA FIERA DI ROMA 2009



Come ogni anno «La Bottega editoriale» cura per il Quotidiano della Calabria un diario sulla Fiera romana più libri più liberi...

PRIMA PARTE
Una splendida giornata si è aperta sulla città eterna. Roma è invasa, in modo pacifico “naturally”, per il “No B day”, e anche la Fiera sembra subirne l’eco. Il noto sorriso ammiccante del “Berluska” ci segue ovunque, in diversi settori infatti campeggiano libri a lui dedicati. Ma, a ben guardare, ci chiediamo cosa abbia da “smascellarsi” visto che in gran numero si tratta di saggi che gli vanno contro. Il più gettonato sembra essere il libro edito da Edizioni clandestine “L’omicidio Berlusconi” di Andrea Salieri: un testo ironico e bizzarro. Ma mandiamo Berlusconi a casa (almeno col pensiero) ed occupiamoci dell’editoria calabrese.
Il primo da citare è ovviamente Rubbettino. All’interno dell’elegante stand spicca la nota produzione di saggistica nazionale. I filosofi la fanno da padroni con tre importanti testi: “L’attualità del pensiero francescano” di Dario Antiseri; “Dio: la possibilità buona” di Gianni Vattimo e Carmelo Dotolo e con “Storia delle nuvole” di Tonino Ceravolo. Forte rilievo, nello stand, anche per la saggistica di denuncia con, tra l’altro, “Niente di vero sul fronte occidentale” di Ennio Remondino e “Le navi dei veleni” di Massimo Clausi e Roberto Grandinetti.
Importante anche lo stand di Città del sole edizioni, al cui interno notiamo emergere per la saggistica tre libri di storia politica: “La Giurlanda” di Ciccio Caruso, “La mafia in Calabria” del compianto Sharo Gambino e “Il console e il professore” di Santino Oliverio. Tra i libri di narrativa campeggiano due romanzi storici: “Concerto a Berlino” di Francesca Viscone (quanto mai attuale visto il ventennale della caduta del Muro) e, freschissimo di stampa, un testo ambientato nel Crotonese durante gli anni Sessanta: “Il figlio della vipera” di Angelina Brasacchio.
Questa descrizione degli scaffali la effettuiamo mentre avviene la visita del Sottosegretario alla Cultura, Francesco Maria Giro. Ed ecco l’editore Franco Arcidiaco profondersi in strette di mano e sorrisi in quantità. Salvo prendersi le reprimende degli altri operatori del suo stand pronti a rimproverargli questo inciucio berlusconiano. Ma la Calabria in Fiera è, ovviamente, tanto altro ancora da Falzea a Laruffa, da Coccole e Caccole a Carello passando da Periferia e dal Centro librario dell’Unical e dai diversi editori “calabro-esteri”. Chi avrà la pazienza di leggerci nei prossimi giorni non avrà da pentirsi…

SECONDA PARTE
L’atmosfera tra gli stand è decisamente da “ponte” festivo. I visitatori passeggiano placidamente per i lunghi “viali” tappezzati di libri, attratti da una girandola di copertine e di colori.
L’effetto vale pure per lo stand di Falzea: ciò che colpisce infatti sono proprio le accattivanti copertine. Non che il contenuto sia da meno; ma ciò che attrae a prima vista è l’ottimo paratesto. Prova ne sia il libro di Guglielmo Colombero “Tomyris. La signora delle tigri”, un intrigante romanzo storico sulle vicende amorose e guerriere della regina di un antico popolo orientale.
L’editore, inoltre, quest’anno ha pensato di creare dei momenti vivaci per le sue presentazioni con degli “happy hour”, occasioni ideali per parlare di libri in un clima di convivialità. Così è stato per il romanzo esistenziale “Benvenuta sotto le stelle” di Serena Ottolini, e per Ilaria Marullo con il suo “Love is 4ever”, un romanzo giovanile che inaugura un nuovo modo di comunicare con i lettori, pubblicando in copertina il suo vero numero di cellulare e assicurando che risponderà a tutti con, almeno, un Sms. Accanto alla narrativa, come è noto, Falzea dedica molto spazio all’infanzia: evidenziamo “Pane arabo a merenda” di Antonio Ferrara, favola didattica che insegna ai più piccoli l’importanza dell’interculturalità.
Città del sole edizioni, dal canto suo, ha presentato due sue “novità” nel giro di poche ore. La prima ha visto protagonista il libro “Dall’Etr 200 al Frecciarossa. Treni italiani ad alta velocità”, cui hanno partecipato oltre all’editore, Franco Arcidiaco, e all’autore Vincenzo Foti, Antonio Cianciullo e Antonio D’Angelo. Il dramma della Prima guerra mondiale e dei suoi orrori è stato invece il tema dominante della seconda presentazione con il libro di Sara Favarò “Le porte del sole”; se ne è disquisito insieme all’autrice e all’editore, con Mario Bertin, Natale Antonio Rossi e Mauro Restivo.Presente in Fiera, con uno stand condiviso con Biancoenero edizioni, anche Coccole e caccole la cui produzione libraria è rivolta all’universo dei piccoli e dei più giovani. Tra le sue (belle) pubblicazioni appaiono anche interessanti libri per i bimbi dislessici: sono infatti scritti con una specifica formattazione per rendere loro più agevole la lettura. Avremmo voluto approfondire di più questo aspetto ma purtroppo l’editore non è sinora mai stato presente nello stand (ahiahiahi!).

TERZA PARTE
Martedì scorso ultimo giorno alla fiera di Roma della piccola e media editoria “tra i libri per sentirsi più liberi”! Ma via la malinconia ed entriamo nel vivo degli eventi “made in Calabria”.
La giornata è iniziata con la presentazione del libro “L’angelo nero” (edito da Laruffa) cui hanno partecipato oltre all’autore Fabio Musati, anche la scrittrice Isabella Giomi e, in rappresentanza dell’editore, la giornalista Maria Teresa D’Agostino.
Nello stand dell’editore reggino emerge con forza anche “Un carcere nel pallone”, di Francesco Ceniti (con “Prefazione” del compianto Candido Cannavò) che rappresenta un importante saggio di impegno civile, tanto da essere finalista al “Premio Bancarella”.
Tali testi rappresentano per diversi aspetti il rafforzamento di quel filone nazionale per chi, come Laruffa, si era sinora soprattutto distinto per il feeling con la nostra regione: basti pensare alle belle guide turistiche o alle pubblicazioni inerenti le tradizioni popolari e le peculiarità gastronomiche calabresi. A tal proposito sottolineiamo il delizioso “Itinerari gastronomici in Calabria”, con testo bilingue italiano-tedesco. Altro giro, altri stand. L’editore Carello, fra le sue (assai poche, in verità) novità ci presenta l’ultima pubblicazione: l’“Opera Omnia” di Rosa Minei Astarita, scrittrice e poetessa campana, tradotta in diverse lingue.
Incontriamo quasi per caso alcuni libri del Centro editoriale dell’Unical. Notiamo tra l’altro gli interessanti saggi: “Edilizia tra analisi e progetto: il caso dell’area urbana di Cosenza” a cura di Alessandro Campolongo; e “Dai diari della ricerca a Stromboli” di Loredana Farina. Ma, notiamo anche l’assenza, per l’intera fiera, di qualsiasi rappresentante del Centro editoriale…
Cambiamo pagina annotando come la giornata si sia conclusa con la presentazione di due libri editi da Periferia: “Registro al vento” di Rossella De Marco (sulla situazione della scuola italiana) e i “Misteri di Balacari” di Domenico Marino (dedicato invece a quella lontana Calabria conservata nei ricordi). Concludiamo il nostro viaggio segnalando lo stand di un giovane (a dispetto del cognome) editore calabro-romano: Del Vecchio, della cui professionalità qualitativa avremo certamente modo di riparlare.
Non si meraviglino i lettori del fatto che non abbiamo parlato di altri pur blasonati editori calabresi. Il fatto è che questi, da Pellegrini a Editoriale Progetto 2000, da Csa ad Abramo (e ci fermiamo qui!) alla Fiera… non si sono visti affatto!
venerdì 20 novembre 2009

PROGRAMMA COMPLETO SESTA SETTIMANA REGIONALE DELLA BIBLIOTECHE



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martedì 17 novembre 2009

SETTIMANA DELLE BIBLIOTECHE CALABRESI. ALLA CIVICA DI COSENZA 5 MOSTRE CON VISITE GUIDATE


Da lunedì 23 a domenica 29 novembre 2009
nella BIBLIOTECA CIVICA DI COSENZA

Un viaggio dal Rinascimento ai nostri giorni. Rassegna artistico-bibliografica delle edizioni originali telesiane della Biblioteca Civica, a cura di Michele Chiodo.

La letteratura e la scuola. Riviste e testi scolastici retrospettivi e moderni, a cura di Giorgio Franco.

I codici musicali miniati cinquecenteschi del fondo antico della Civica, a cura di Silvana Norci e Rosanna Caputo.

Le novità librarie 2008-2009 degli editori cosentini.

Paesaggi/Passaggi, fotografie di Ivana Russo con video installazione.

PROIEZIONI MULTIMEDIALI PER LE OPERE DI TELESIO


Durante la settimana delle biblioteche ai visitatori sarà proiettato un video multimediale dal titolo Le edizioni telesiane rinascimentali della Civica, curato da Michele Chiodo (bibliotecario capo della Biblioteca Civica di Cosenza); il montaggio e le didascalie sono di Francesco, Rossana e Ivan Chiodo.

MANIFESTAZIONE INAUGURALE



Lunedì 23 novembre 2009
Piazza XV Marzo - Amministrazione Provinciale
Salone degli specchi - ore 9.30


INAUGURAZIONE DELLA SESTA SETTIMANA
Intervengono: Piero Carbone, presidente Biblioteca Civica Cosenza; Mimmo Cersosimo vicepresidente Giunta Regione Calabria; Salvatore Perugini, sindaco Cosenza; Mario Gerardo Oliverio, presidente Provincia Cosenza; Salvatore Dionesalvi, assessore cultura Comune Cosenza; Maria Francesca Corigliano, assessore cultura Provincia Cosenza; Michele Chiodo, bibliotecario capo Civica Cosenza e Carolina Cesario, responsabile Mediateca Cosenza. Con la partecipazione di: S.E. Melchiorre Fallica, prefetto Cosenza e S.E. Salvatore Nunnari, arcivescovo metropolita.

IL PROGRAMMA DELLA SETTIMANA ALLA CIVICA DI COSENZA



Lunedì 23 novembre 2009
Piazza XV Marzo - Amministrazione Provinciale - Salone degli specchi
dopo la cerimonia di inaugurazione

▶ ore 10.00
Esibizione di Cesare Tenuta (chitarra) del Conservatorio musicale «S. Giacomantonio» Cosenza.
Performance di una stilista del Progetto Moda Movie.
Proiezioni multimediali Le edizioni telesiane rinascimentali della Civica.

▶ ore 10.30
LETTERATURA E SCUOLA: QUALE RAPPORTO? tavola rotonda con Giuseppe Autiero, Gilda De Caro, Ernesto d’Ippolito, Giorgio Franco, Anita Frugiuele, Demetrio Guzzardi, Rocco Mario Morano; introduce e modera Gennaro Cosentino; interventi degli studenti del Liceo Statale «Lucrezia della Valle» Cosenza.

Biblioteca Civica complesso monumentale di Santa Chiara
▶ ore 11.30
Visita guidata alle mostre tematiche da parte dei curatori, in particolare:
La letteratura e la scuola. Riviste e testi scolastici retrospettivi e moderni, a cura di Giorgio Franco.


Martedì 24 novembre
Biblioteca Civica complesso monumentale di Santa Chiara

▶ ore 10.30
Gli editori, i librai e gli operatori culturali cosentini incontrano gli studenti in visita alla Biblioteca Civica.

▶ ore 11.30
Visita guidata alle mostre tematiche da parte dei curatori, in particolare:
Le novità librarie 2008-2009 degli editori cosentini.


Mercoledì 25 novembre
Biblioteca Civica complesso monumentale di Santa Chiara

▶ ore 9.30
IL TEATRO NELLA SCUOLA. Carlo Fanelli incontra gli studenti del Liceo Classico «B. Telesio» Cosenza.

▶ ore 10.30
PAGINE INCANTATE: amore, astronomia e De rerum natura iuxta propria principia in Bernardino Telesio, spettacolo teatrale a cura di William Gatto del Parco letterario «Tommaso Campanella».

▶ Ore 11.30
Visita guidata alle mostre tematiche da parte dei curatori, in particolare:
Un viaggio dal Rinascimento ai nostri giorni. Rassegna artistico-bibliografica delle edizioni originali telesiane della Biblioteca Civica, a cura di Michele Chiodo.


Giovedì 26 novembre
Biblioteca Civica complesso monumentale di Santa Chiara

▶ ore 10.30
Gli editori, i librai e gli operatori culturali cosentini incontrano gli studenti dell’Istituto Tecnico Statale per Geometri «S. Quasimodo» e ITC «A. Serra» Cosenza, in visita alla Biblioteca Civica con il loro dirigente scolastico Luigi De Rose.

▶ ore 11.30
Visita guidata alle mostre tematiche da parte dei curatori, in particolare:
Le novità librarie 2008-2009 degli editori cosentini.


Venerdì 27 novembre
Biblioteca Civica complesso monumentale di Santa Chiara

▶ ore 9.30
LA MUSICA NELLA SCUOLA. Silvana Norci e Rosanna Caputo incontrano gli studenti delle classi 2D, 3D e 3H del Liceo Classico «Gioacchino da Fiore» Rende, e quelli dell’Istituto di istruzione secondaria di 1. grado «Vico-Campanella-Gullo» Cosenza.

▶ ore 10.30
Esibizioni di Roberto Salituro (chitarra), e della Piccola Orchestra del plesso Vico - Cosenza, diretta da Emanuela De Zarlo.

▶ ore 11.30
Visita guidata alle mostre tematiche da parte dei curatori, in particolare:
I codici musicali miniati cinquecenteschi del fondo antico della Biblioteca Civica, a cura di Silvana Norci e Rosanna Caputo.


Sabato 28 novembre
Biblioteca Civica complesso monumentale di Santa Chiara

▶ ore 9.30
ESPERIENZE DI SCRITTURA CREATIVA dell’Istitiuto Superiore «E. Siciliano » Bisignano, a cura di Marcello D’Alessandro.

▶ ore 10.30
Presentazione del libro Shira… io mi racconto, a cura di Antonello Savaglio, sarà presente l’autore Luca Tiano.

▶ Ore 11.30
Visita guidata alle mostre tematiche da parte dei curatori, in particolare:
Paesaggi/Passaggi, fotografie di Ivana Russo.

La locandina della Sesta Settimana delle Biblioteche per la BIBLIOTECA CIVICA DI COSENZA



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sabato 22 agosto 2009

EDITORIA E PROSPETTIVE IN CALABRIA


di Gilberto Floriani
Direttore Sistema Bibliotecario Vibonese

pubblicato su «Il Quotidiano della Calabria»
21 agosto 2009


Anche se è passato un po’ di tempo, ritengo utile tornare sull’inchiesta realizzata da Bottega editoriale riguardante le prospettive dell’editoria regionale e in particolare sull’interessante intervento conclusivo del vicepresidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo. Facendo il punto di molti ragionamenti che si sono svolti nel corso degli ultimi due anni, il vicepresidente ha dichiarato che la Regione crede e scommette nell’editoria regionale a patto però che gli editori accettino la sfida della cultura e della qualità, ha, inoltre, lanciato l’interessante proposta, che si spera che essa diventi presto operativa, di realizzare in Calabria un evento fieristico editoriale rivolto agli adolescenti, capace di coinvolgere il mondo della cultura e della scuola italiana.
Di non minore interesse è anche l’annunciato progetto di una digital library calabrese, purché essa oltre che a essere presente sui portali si colleghi anche all’attività delle biblioteche operanti nella regione. Un ulteriore e importante stimolo a questi ragionamenti è venuto dall’intervista a Giuseppe Laterza, responsabile dell’omonima casa editrice, pubblicata su la Repubblica l’undici di questo mese, che ha svolto molti e complessi ragionamenti sulle prospettive dell’editoria di cultura, ma ha soprattutto e autorevolmente evidenziato che gli editori sembrano avere finalmente scoperto l'importanza delle biblioteche per lo sviluppo della lettura e per l'allargamento del mercato editoriale.
Nel merito delle tematiche dello sviluppo delle attività editoriali Laterza rivendica il ruolo dell’editore: «Se oggi pensassimo di lasciare la cura dei libri esclusivamente ai manager sarebbe un disastro », «L’editoria italiana sempre stata fatta da persone capaci di coniugare sensibilità culturale e vocazione imprenditoriale», «la tendenza alla standardizzazione può essere contrastata con una battaglia di tipo culturale», «Gli editori dovrebbero puntare sulle biblioteche civiche e sulla qualità dei librari», «la percentuale di italiani che possiedono in casa libri ha raggiunto il massimo (62%) nel 1992e da allora e immobile ed è inferiore del 10% alla media europea, a questo s’accompagnano bassi indici negli altri consumi culturali: musei, concerti, cinema, anche Internet. La responsabilità di questo declino va divisa tra gli editori, anche se la responsabilità principale è di una classe dirigente che non ha investito nelle biblioteche civiche, mentre la responsabilità degli editori è quella di aver privilegiato un pubblico limitato, un circuito di lettori forti tra i tre e i cinque milioni di persone…».
L’intervento è importante perché segnala esplicitamente la necessità di un collegamento tra editoria e biblioteche, legame che in Calabria non è mai stato considerato importante, se non nel passato, quando c’erano soldi facili e la regione acquistava i fondi di magazzino degli editori locali per inviarli alle biblioteche, una pratica clientelare che era l’esatto contrario di quello auspicato da Giuseppe Laterza. Un rapporto che è sempre mancato anche per lo stato di arretratezza delle biblioteche, che già partivano con uno storico ritardo quando nel 1972 sono passate alla competenza regionale, e per recuperare il quale in seguito non è stato fatto quasi niente, se non nell’ultimo decennio quando, utilizzando i fondi del Por 2000-2007, è stato fatto un notevole sforzo di ammodernamento per cercare di mantenere il passo con il grande sviluppo che avveniva a livello nazionale.
Nell’ultimo decennio sono stati compiuti importanti investimenti soprattutto per promuovere l’innovazione tecnologica e in casi più rari per ammodernare l’edilizia bibliotecaria. Oggi la Calabria dispone, infatti, di un Servizio bibliotecario regionale, collegato al Servizio bibliotecario nazionale, che ha provveduto alla catalogazione informatizzata del patrimonio bibliografico regionale, e a rendere accessibile questo patrimonio.
Chiunque disponga di un collegamento Internet può, collegandosi al link http://88.59.97.74/SebinaOpac/Opac, consultare il catalogo di tutte le biblioteche regionali e richiedere il prestito di un documento posseduto da una qualsiasi delle biblioteche del sistema. Purtroppo la costruzione del Servizio bibliotecario regionale non ha comportato il miglioramento complessivo delle biblioteche sul territorio, le quali per la maggior parte continuano a essere ben lontane dagli standard di funzionamento accettati in qualsiasi contesto che voglia apparire civile: locali inadatti e angusti, assenza di personale, orari di apertura insufficienti, ristrettezza e inadeguatezza delle raccolte, si consideri che la maggior parte delle biblioteche esistenti in Calabria ha da moltissimo tempo un patrimonio documentario sotto alle 3.000 unità. Malauguratamente, a conferma di quanto ha affermato Giuseppe Laterza, in Calabria si è smesso di credere nelle biblioteche, ammesso che qualcuno ci abbia mai creduto, prova ne sia che nei vari documenti di programmazione destinati a sostenere lo sviluppo regionale: Por, Par, Fondi Fas, non è prevista alcuna risorsa per sostenere lo sviluppo di questi servizi. Servizi e attività che molti - in Europa, in Italia e anche in Calabria - continuano a ritenere importanti per facilitare lo sviluppo culturale personale e collettivo dei cittadini, per migliorare la qualità della vita nei paesi e nelle città, per affermare una centralità del libro inteso come strumento di cultura capace di stimolare lo sviluppo delle attività cognitive collettive e la qualificazione della scuola. Queste scelte negative porteranno, tra l’altro, se non vi si porrà rimedio, alla vanificazione egli investimenti compiuti nel passato, alla dispersione di interessanti esperienze, ad esempio le 12 mediateche realizzate nell’ambito del Servizio Bibliotecario Regionale. Tornando ai problemi dell’editoria è evidente che la sfida dello sviluppo di un’editoria regionale, costituita com’é da piccoli o microscopici editori, può essere vinta solo sul piano della qualità, è necessario perciò che si affermino editori che, a prescindere dalla loro dimensione o fatturato, siano capaci di coniugare “sensibilità culturale e capacità imprenditoriale”, cosa che oggi non sempre avviene, e per questo motivo i libri calabresi raramente riescono a varcare i confini regionali. Ma è particolarmente importante anche che si realizzi una convergenza operativa tra gli editori, le biblioteche, i librai, gli insegnanti, i promotori dei premi letterari; cioè tra tutti i soggetti interessati alla promozione e allo sviluppo della lettura e del libro. Questo necessariamente comporta forme di sostegno convinto allo sviluppo delle biblioteche e delle librerie e una premialità all’editoria di cultura per correggere l’imperfezione del mercato locale che non è in grado di remunerare spontaneamente l’investimento necessario per produrre i libri. Studiosi di economia della cultura confermano che le biblioteche sono in grado di generare consistenti benefici per le comunità locali in cui operano e per i cittadini, benefici che hanno una rilevanza economica o che può essere quantificata in tali termini. Sono stati compiuti studi di impatto, ad esempio da parte della regione Lombardia, degli investimenti pubblici effettuati, ma, anche prescindendo dagli interessanti risultati di questi, si può certamente concordare che le biblioteche hanno la capacità di creare, di là del prestito dei libri e del noleggio degli home video, un effettivo valore. Esso consiste nel mantenere in vita il piccolo e depresso mercato della lettura, un’attività che è, in primo luogo, un bene per la società in generale, grazie all’aumento del livello culturale dei cittadini, un vantaggio per gli editori che hanno a disposizione un mercato più grande nel quale operare e favorisce anche gli autori che, grazie a una domanda più grande e articolata, possono trovare interessanti spazi di mercato per le loro produzioni.
Si pensi ad esempio agli effetti che potrebbe avere per lo sviluppo della lettura e quindi dell’editoria regionale da una rete di una ventina di biblioteche ben distribuite sul territorio, perfettamente efficienti, operanti in conformità a standard europei, con delle sedi adeguate, buone raccolte documentarie, aperte tutti i giorni fino a tarda sera, con personale preparato e motivato, capaci di fare promozione della lettura interagendo con le scuole, collegandosi con gli istituti di ricerca, le librerie, gli editori. Si pensi solo all’impatto, anche di vendite, che potrebbe avere la presentazione di un’opera capace di parlare all’intera comunità regionale all’interno di tale rete. Del libro di Mauro Minervino, La Calabria brucia, nella presentazione che ha avuto luogo a Vibo Valentia ne sono state vendute più di cento copie, con grande soddisfazione della biblioteca, del librario, dell’editore e immagino anche dell’autore.
Come spesso accade, in Calabria ci affanniamo nella ricerca di interpretazioni cervellotiche e di ricette miracolistiche per trovare la spiegazione ai nostri problemi, quando invece le soluzioni sono a portata di mano e il loro raggiungimento non richiede altro che politiche ragionevoli, saggezza amministrativa e tanta capacità da parte di ognuno di svolgere bene il proprio lavoro.
mercoledì 5 agosto 2009

«EDITORI CALABRESI SPECIALIZZATEVI»


Intervista al vicepresidente della Giunta Regionale sui problemi del settore

Nell'ultima puntata di un'inchiesta a tema, Domenico Cersosimo invita a puntare sull'innovazione di qualità e sulla letteratura per ragazzi
Articolo pubblicato su «Il Quotidiano della Calabria» - Idee e società - martedì 4 agosto 2009

«BISOGNA praticare approcci innovativi e di qualità nelle politiche pubbliche di sostegno dell'editoria e di valorizzazione della lettura. Non è sufficiente la riproduzione inerziale degli interventi convenzionali per fare la differenza. Ho letto che gli editori ci chiedono di sostenere la loro presenza nelle Fiere di settore e di favorire la diffusione dei loro libri, ma l'impegno regionale in tali direzioni - che pure c'è e ci sarà - non può bastare da solo. Il nostro impegno non potrà far vincere ai libri dei nostri editori la battaglia del fatturato, se non ci sarà quella “innovazione di qualità” che serve alla cultura e, più in generale, allo sviluppo economico e sociale calabrese». Così afferma il Vicepresidente della Giunta calabrese, Domenico Cersosimo. Ma perché il “black man” regionale tira in ballo gli editori?
Iniziò tutto in un dibattito sull'editoria organizzato dal Sistema Bibliotecario Vibonese, in occasione della Giornata Unesco del libro, e tenutosi a Vibo Valentia. Il suo dire «Fatemi proposte» aveva scosso i diversi relatori, per lo più editori, e il resto del parterre per così dire “editoriale”.
L'invito fu da noi colto e da queste colonne lanciammo 10 proposte.
Sulla base di questo lancio, il Quotidiano fece partire un'inchiesta sull'editoria, da noi stessi realizzata nei mesi scorsi attraverso una serie di interviste alle più rappresentative case editrici calabresi: Città del Sole, Falzea, Laruffa, Iiriti, Pellegrini, Progetto 2000 e Rubbettino.
Un'inchiesta che ha sortito tante idee, sin troppe magari: molte divergenti, altre concretamente convergenti.
La naturale conclusione dell'inchiesta è il “medley” delle proposte convergenti, presentato al Cersosimo Vicepresidente. Così gli abbiamo evidenziato le tre proposte che presentano una caratteristica di generale condivisione. La prima riguardava il sostegno dell'editoria calabrese sul mercato nazionale (e internazionale…) attraverso la presenza delle case editrici presso le Fiere del libro. Gli editori, nello specifico, avevano chiesto certezza sulla presenza dello stand regionale alle manifestazioni fieristiche nazionali di Napoli, Roma, Bologna, Torino (con uno sguardo a quelle internazionali di Francoforte e di Parigi…).
La seconda proposta si rivolgeva all'esigenza di promuovere la conoscenza della produzione degli editori calabresi nel circuito del nostro stesso mercato regionale. Lo strumento più indicato dagli editori è stato quello di una rivista/selezione periodica, da diffondere soprattutto nelle librerie ma anche in altri canali e ambienti, che sia sulla tipologia - ovviamente adattata e ampliata in modo adeguato - dell'opuscolo “Editori calabri”, diffuso (con un successo davvero niente male!) durante la “Stagione fieristica 2009”. La terza, infine, riguardava la realizzazione di un “Catalogo storico delle pubblicazioni realizzate in Calabria”. L'obiettivo era quello di evitare la dispersione di quell'ingente patrimonio culturale creato da medie e grandi case editrici regionali ma anche da piccoli e piccolissimi editori calabresi. Un importante giacimento culturale di libri utile, anzi necessario, per lo studio storico, sociale ed
economico della regione che, magari, potrebbe essere realizzato anche solo a livello informatico e posto a disposizione del pubblico tramite il sito della Regione Calabria e/o delle biblioteche calabresi.
Cersosimo sceglie la strada di un ragionamento ad ampio raggio e del rilancio su un terreno diverso con una sua proposta. «Non comprendo tutta questa ansia rispetto al problema “Fiere”. Ripeto per l'ennesima volta che la positiva esperienza delle Fiere non verrà abbandonata. Ma anche gli editori devono lavorare meglio in funzione di Torino e quant'altro. La partecipazione alle fiere dovrebbe contribuire a migliorarne la qualità della produzione editoriale regionale, ad imprimere una spinta nuova» ed eccola racchiusa nella proposta che segue.
«Nell'arena delle fiere, ormai vasta e variegata, il successo è strettamente correlato alla specializzazione, alla capacità cioè di offrire nicchie di mercato dedicate, specifiche, tematiche. Non credo che ci sia più spazio per fiere generaliste.
Né in Calabria né altrove. In questa prospettiva mi domando se non sia il caso di pensare ad una Fiera nazionale dell'editoria per adolescenti. A parere di molti l'adolescenza rappresenta l'età critica per la lettura: è in quegli anni che s'insinua per sempre il tarlo del libro oppure la sua rinuncia.
Si tratterebbe – continua il Vicepresidente della Regione - di un segmento nuovo che non andrebbe in conflitto con la Fiera di Bologna (che riguarda l'infanzia) e che potrebbe richiamare in Calabria qualificate presenze di editori e di professionisti del settore».
«Ma si tratterebbe anche - aggiunge Cersosimo - di un qualificato segmento di turismo culturale di alto livello.
Ovviamente non dovrebbe essere né una semplice kermesse di editori né una mera fiera commerciale. Immagino invece un grande e qualificato contenitore di libri e di esperienze sull'universo adolescenziale, di discussioni e approfondimenti sulle problematiche sociali ed educative degli adolescenti. Si tratta, come è noto, di una problematica “calda” che potrebbe qualificarci nell'asfittico dibattito pubblico nazionale sul tema». E Cersosimo si rivolge anche al suo “chiodo fisso”, vale a dire alle scuole: immagina il turismo “scolastico” verso una fiera siffatta, l'attivazione di una rete con le scuole regionali ed extraregionali, che verrebbero in visita ad una fiera dedicata ai ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori.
Se Socrate ammoniva “Conosci te stesso”, Cersosimo esorta gli editori a fare lo stesso, devono guardare alla qualità della propria produzione libraria e paragonarla al resto dell'universo libro.
«La produzione calabrese - afferma - troppe volte non raggiunge gli standard nazionali di qualità» e affonda ancora il Vicepresidente: «Troppe volte ci troviamo dinanzi a piccole pubblicazioni di scarso spessore sia letterario che saggistico e a un deficit di progettualità culturale. Mi rendo conto che non è affatto semplice ma la qualità non è impossibile da perseguire anche in Calabria, come testimoniano d'altro canto le non poche iniziative di alto profilo che punteggiano il settore editoriale regionale».
«Stiamo progettando una vera e propria “digital library”, - continua Cersosimo - una sorta di memoria digitale della Calabria, dove raccogliere in modo ragionato e sistematico video, immagini e anche libri significativi sulla Calabria dei nostri e di altri editori. È anche questo un modo per stimolare la qualità e per valorizzare le non poche eccellenze editoriali della nostra regione». Il ragionamento del Vicepresidente si conclude con il suo ribadire che la Regione Calabria sta cercando di uscire dalle logiche e dall'episodicità che l'hanno caratterizzata finora come un «bancomat» di operazioni culturali più o meno valide.
Bottega editoriale
(intervista raccolta da Fulvio Mazza e Annalisa Pontieri)
martedì 30 giugno 2009

LETTERA APERTA ALL'ON.LE SALVATORE MAGARO' ASPIRANTE ASSESSORE REGIONALE ALLA CULTURA


di DEMETRIO GUZZARDI
editore Progetto 2000 Cosenza
(pubblicato a pagina 18 de "Il Quotidiano della Calabria", mercoledì 1 luglio 2009)

Caro Salvatore,
ci conosciamo da troppo tempo per non chiamarti per nome e darci del tu (e poi sono sempre il tuo editore, avendo pubblicato ben 2 libri da te firmati…). Ho letto il tuo articolo su “Il Quotidiano della Calabria” di oggi (lunedì 29 giugno 2009) dal titolo “Cosa farei se fossi assessore alla cultura” e mi è venuto naturale scriverti; sai resto sempre un “milaniano” e proprio come don Milani ti scrivo pubblicamente, con la franchezza di sempre e l’amicizia di sempre.
Se io, Demetrio Guzzardi, fossi l’assessore alla cultura non farei niente di quello che tu proponi nel tuo scritto; e mi spiego. A mio parere la prima e fondamentale cosa che un assessore alla cultura dovrebbe fare è quella di conoscere per filo e per segno tutte le realtà culturali presenti in Regione, e ce ne sono…; anche perché il contrario della conoscenza è l’ignoranza (o meglio l’ignorare, che poi è la stessa cosa) e per un assessore alla cultura ignorare le conoscenze è davvero grave. Ci sono in Calabria centinaia di persone che in qualche modo praticano attività culturali; c’è un privato sociale che fa cultura in modo volontaristico (nel senso più alto della parola) che però non riesce a colloquiare con chi di dovere… è difficile anche per me; sto chiedendo da più tempo un incontro per parlare della legge regionale sull’editoria libraria, ma niente, non è possibile parlare con nessuno; quando l’ho scritto pubblicamente sono stato perfino attaccato in malo modo.
Da 25 anni ormai “bazzico” gli assessori regionali alla cultura, ne ho visti passare tanti – ne salvo però qualcuno – nessuno però, visti i dati che tu dici, aveva in testa un progetto culturale per questa nostra regione. Per progetto culturale intendo una idea di sviluppo per l’intero settore; tu risolvi il tutto con la solita battuta «chiudere la distribuzione a pioggia delle risorse»; consentimi di dirti che non trovo espressione ed immagine più sbagliata di questa: la pioggia produce effetti positivi, ti ricordo che quando non piove c’è l’aridità e in Africa il «deserto avanza». Quando piove invece, tutti si bagnano, piccoli e grandi; a qualcuno basta solo quello, altri più attrezzati costruiscono sistemi per raccogliere l’acqua piovana e la riutilizzano quando serve. A me personalmente piace molto di più questa seconda ipotesi; acqua per tutti; o meglio un’equa distribuzione delle risorse affinché gli eventi culturali si realizzano sia nei grandi centri, che nei piccoli; è il caso di ricordare che la Calabria ha pochi centri urbani (si contano sulle dita di una mano) ma molti paesini appollaiati sulle colline, ed anche quelli sono Calabria; anzi sono la Calabria.
Allora caro Salvatore,
non pensare anche tu come il vicepresidente Cerzosimo (tempo fa mi ha scritto una e-mail dicendomi che non è lui l’assessore alla cultura) che in un’intervista a “Il Crotonese” accusa noi “poveri” operatori culturali che ci rivolgiamo alla Regione come ad un “bancomat”; dimenticando da economista che la macchinetta davanti alle filiali delle banche “eroga” i soldi che sono sul “nostro” conto corrente. La Regione non deve vederci come dei questuanti alla ricerca di pochi euro per realizzare le “nostre” iniziative; ma deve valorizzare il nostro lavoro, deve scommettere su di noi, sui tanti giovani che escono dalle nostre università ed investire in attività culturali. Non abbiamo altra possibilità; non serve buttare l’acqua sporca con il bambino, occorre invece potenziare (con i dovuti sostegni economici) chi già da tanto o da poco, ha sviluppato un’attenzione verso la cultura.
Mi sia consentito un ultimo passaggio e questa volta vado sul mio campo: l’editoria libraria. Da anni ci stiamo battendo per avere una legge regionale, ma non che regoli il settore, perché non ci deve essere nessun controllore, ma per pianificare un lavoro comune, per far conoscere di più e meglio le storie, le idee le potenzialità della nostra cultura; da un po’ di tempo amo dire che «se Cristo si è fermato ad Eboli, lo ha fatto nel viaggio di ritorno…»; diamo più credito agli operatori, diamogli una legge giusta e vedremo se poi sono capaci di operare.
Caro Salvatore,
da quattro anni sei consigliere regionale e nel tuo articolo parli di cantine piene di libri, che ormai sarebbero imputriditi; ma io mi chiedo: tu le hai viste ste cantine… e perché i volumi non sono stati portati nelle biblioteche degli enti locali? Perché questi libri non vengono distribuiti ai ragazzi delle scuole? Perché non vengono omaggiati ai turisti che prendono la tintarella sulle nostre spiagge, come avviene nella riviera romagnola? Perché… perché… perché e potrei continuare (però un elenco di questi libri qualcuno lo faccia, altrimenti è facile pensare che gli editori si arricchiscono vendendo libri “da macero” alla Regione, il che non è vero!!!). I miei colleghi editori, così come le tante associazioni culturali presenti su tutto il territorio, non sono mostri che mangiano soldi, sono la vera ed unica risorsa culturale che abbiamo in Calabria, al di là di tutti gli assessori passati, presenti e futuri. Vogliamo parlarne ancora?
Concludo caro Salvatore,
mi sembra che tu a Castiglione Cosentino, organizzi un festival per parlare delle parole della nostra tradizione, incontriamoci con tutti gli operatori culturali della nostra Calabria per progettare insieme il nostro futuro… e credimi questa concertazione sarebbe già una grande rivoluzione culturale.
Con l’amicizia di sempre

SE IO FOSSI ASSESSORE ALLA CULTURA


di SALVATORE MAGARÒ*
Il Quotidiano della Calabria – lunedì 29 giugno 2009

È tempo di smetterla con le chiacchiere sterili, di uscir fuori da quel gergo politichese stantio in cui ci si rifugia quando si vuole dire e non dire, o quando non si ha proprio niente da dire. I cittadini hanno diritto di sapere cosa proponiamo, quali idee (vecchie o nuove) abbiamo per la nostra regione. Io provo a farlo, settore per settore. Perché bisogna confrontarsi sui fatti, sulle idee, sui progetti, sull'amministrazione della cosa pubblica, e non sulle astratte questioni di schieramento e di convenienza partitica o correntizia.
Se io fossi assessore alla cultura farei quello che fin qui nessuno, al di là delle parole astratte, ha avuto il coraggio di fare: uscirei dall'assistenzialismo, cancellerei la logica clientelare e spartitoria, chiuderei per sempre la distribuzione a pioggia delle risorse. Perché, nonostante i miliardi di euro che, da quando esiste la Regione Calabria, sono stati spesi nel settore, la cultura calabrese non è avanzata di un punto? I calabresi sono sempre quelli che leggono di meno fra tutte le regioni dell'Europa; al pari sono all'ultimo posto per numero di spettacoli teatrali visti, per concerti a cui hanno assistito, per proiezioni cinematografiche di cui hanno beneficiato.
Allora, a cosa è servito spendere questi soldi, se l'indice di diffusione della cultura non è affatto migliorato?
Né si è fatto niente per i “migliori”: nei casi in cui qualche calabrese ha sfondato nel mondo dell'arte e dello spettacolo, lo ha fatto emigrando, a costo di grossi sacrifici personali, senza alcun decisivo aiuto da parte dell'ente pubblico. Ciò basterebbe per dare un giudizio liquidatorio su quanto si è fatto finora. Perché bisogna partire da tutt'altra prospettiva. Non dalle persone da favorire, non dagli amici, non dai circoli elettorali, non dai compaesani; ma dai progetti, dalle idee. Da quanti sono in grado di dare qualcosa di buono alla nostra regione, promuoverne una crescita sostanziale e che interessi tutti.
Allora, ad esempio nel settore teatrale bisogna muoversi secondo due direzioni, che non vanno confuse fra di loro: da un lato bisogna valorizzare e far crescere le energie creative vitali che sono nate e vivono da noi. Il che però implica fare delle scelte, non distribuire la torta a pioggia o secondo criteri distributivi consolidati e che vengono ripetuti acriticamente, come diritti acquisiti che però non portano a giovamenti artistico-culturali ma solo a garantire lo stipendio a un po' di persone. Dall'altro lato, bisogna riconoscere il diritto del pubblico calabrese a vedere il meglio della produzione teatrale nazionale e internazionale, non sempre gli stessi nomi; e le rassegne sostenute da denaro pubblico devono garantire questo diritto, questa qualità, non distribuire prebende ai soliti amici che poi portano un pubblico di parenti.
Anche per quanto riguarda l'editoria calabrese bisogna smetterla di acquistare libri che poi imputridiscono nelle cantine degli uffici regionali; ma piuttosto elaborare un progetto che aiuti i migliori fra i nostri editori a distribuire i loro libri a livello nazionale. Gli istituti d'eccellenza, le università, le accademie, i conservatori vanno coinvolti sul piano progettuale, perché possono fornire un contributo risolutivo per rilanciare la società della conoscenza in Calabria. Anche in quel caso, però, non si tratta di discutere come distribuire i contributi, ma di costringere i nostri migliori cervelli a pensare in nome e per conto della collettività. E così per le scuole: va definito un tracciato, una programmazione che le coinvolga, e che poi trovi nell'Ente Regione non un cassiere più o meno tirchio o generoso, ma un interlocutore attento e vigile, che operi delle scelte, disegni dei percorsi, chieda conto puntualmente delle risorse investite. In sintesi la Regione deve, in questo settore, recitare finalmente il ruolo che le compete, di ente programmatore, che delinei delle grandi linee ideali e verifichi, lungo quella direzione, come giorno dopo giorno le mille cellule in cui si articola il settore compiano un segmento di quel cammino nell'interesse non di pochi prescelti, ma di tutti i cittadini calabresi.
Questo farei se fossi assessore regionale alla cultura.

*consigliere regionale socialista

E' l'ora di approvare la legge sull'editoria calabrese

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